La famiglia Durazzo ebbe anche valori squisitamente spirituali

Egregio Direttore, dedico qualche riga al dibattito in corso tra i lettori de il Giornale, con riferimento alla sventurata affermazione, apparsa lo scorso 12/3, secondo cui «I Durazzo furono dei Livanos, Niarcos, Onassis di quei tempi; mancava la Callas (... e forse il teatro Carlo Felice...), qualche yacht e poi avremmo avuto il sogno americano magari senza paparazzi moderni». Non per entrare nella querelle, ma per dovere famigliare, devo ricordare che i valori che la mia famiglia rappresentò, con altre aristocratiche, per secoli furono certamente non solo quelli economici, ma anche spirituali (con schiere di preti, suore, vescovi e cardinali) e quelli solidi di un forte impegno a favore della propria ricca e riconosciuta «città-stato». Evidentemente con un sentimento che oggi fatichiamo addirittura a comprendere. Fu «errore» o fu grandezza? A leggere certe cose dei nostri tempi, fu «errore»... ma personalmente non lo credo.