«La famiglia, grande assente a sinistra»

Rita Smordoni

«La famiglia è la grande assente nelle politiche sociali del centro sinistra. In compenso c’è stato un grande attivismo, soprattutto nei municipi governati da Rifondazione Comunista, per dare spazio a confuse ed illegali sperimentazioni in favore delle famiglie di fatto e del progressivo riconoscimento dei Pacs. Per questo ribadiamo il nostro rifiuto verso l’istituzione di appositi registri per l’accesso ai servizi sociali su un piano di parità con le famiglie normali». Lo ha ribadito ieri il candidato sindaco della Cdl, Gianni Alemanno, nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte i consiglieri comunali Luca Malcotti e Fabrizio Ghera, entrambi di An, Donatella Poselli, capolista della lista civica «Amore per Roma», Carlo Casini, presidente nazionale del Movimento per la vita, la senatrice di Forza Italia Maria Burani Procaccini ed il deputato Udc Luisa Santolini.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le linee programmatiche che la Cdl intende portare avanti nella capitale in tema di politiche sociali e per la famiglia. Prima fra tutte, la possibilità per le famiglie di scegliere liberamente le forme ed i soggetti attraverso cui ricevere l’assistenza sociale di cui hanno bisogno. «Occorre introdurre dei buoni assistenza - ha spiegato Alemanno - specializzati verso le diverse forme di bisogno, da spendere liberamente all’interno di un’ampia offerta di strutture pubbliche, private e di non profit». Le strutture dovranno essere accreditate presso un apposito registro istituito sia a livello comunale che municipale. «Questo registro - ha denunciato lo sfidante di Veltroni - è rimasto chiuso e inaccessibile per tutta la consiliatura, impedendo a molti enti non profit di poter accedere ai servizi e bloccando, di fatto, la concorrenza tra le diverse realtà assistenziali». «Noi vogliamo che il centro del sistema di accreditamento ai servizi sociali sia costituito dal cittadino - ha affermato Malcotti - Spetta al cittadino decidere a quale organismo rivolgersi, senza alcun condizionamento da parte del Comune». Una vera rivoluzione copernicana, dunque, in cui il Comune smette di essere il gestore dei servizi sociali e si limita all’azione di coordinamento e di controllo. Il programma propone, inoltre, la creazione di una Consulta per l’assistenza sociale, in cui siano rappresentate le associazioni di famiglie, le strutture non profit, i soggetti privati impegnati nelle opere di solidarietà, capace di coinvolgere risorse pubbliche e private, anche per far fronte ai bisogni dei lavoratori operanti nel sociale.
Un altro punto cardine del modello di welfare proposto da Alemanno è il principio del quoziente familiare per tutte le tasse e tariffe comunali, in modo da sostenere le famiglie numerose, monoreddito, con disabili ed anziani a carico. Altra nota dolente della giunta Veltroni è rappresentata dalle lunghe liste d’attesa per gli asili nido, che anche l’anno prossimo coinvolgerà migliaia di famiglie. «Molti asili sono stati aperti grazie ai fondi regionali della giunta Storace - ha ricordato Alemanno - iniziativa che dovrebbe essere proseguita anche dal Comune, partendo dal censimento delle strutture trasformabili in asili nido». Non può mancare un occhio attento alle politiche per i diversamente abili, penalizzati nella capitale da un’infinità di barriere architettoniche. Una ricerca ha evidenziato che a Roma solo il 25 per cento degli esercizi pubblici è accessibile ai disabili. Marciapiedi dissestati e stretti, sprovvisti di scivoli per le carrozzelle, sono ormai la regola. La soluzione vincente, per il candidato sindaco, è costituita dalla pianificazione di una serie di interventi che consentano il reale abbattimento delle barriere architettoniche.