La famiglia del manovale killer: «Per noi è come se fosse morto»

Il gemello di Alessi: «Non voglio più sapere nulla di mio fratello»

Gaetano Ravanà

da San Biagio Platani (Agrigento)

«Mio fratello per noi è morto. Non lo aiuteremo più. Quello che ha fatto è troppo grave, ha infangato una famiglia e spezzato la vita di un innocente».
Salvatore Alessi, il fratello gemello di Mario, ha voluto incontrare i giornalisti per spiegare in dettaglio il sentimento dell'intera famiglia. «A questo punto vogliamo prenderci cura soltanto di mio nipote, che ha 6 anni ed è gravemente malato. Abbiamo chiesto all'avvocato Mirella Amoroso che intendiamo batterci per ottenere l'affidamento temporaneo del piccolo. Lo abbiamo cresciuto per un po’ ed ora siamo preoccupati per lui. Ha il diritto di essere allevato in un ambiente sereno e tenuto fuori da vicende orribili come questa. Attualmente mio nipote è con i nonni materni, ma vogliamo occuparcene noi. Chiederemo anche aiuto ad uno psicologo in modo da aiutare mio nipote. Sarà lui a indicarci cosa dirgli». Sempre nella giornata di ieri, si è appreso che Mario Alessi e la sua compagna avessero problemi economici. «Abbiamo incontrato Mario - dice la cognata Antonella Pace - lo scorso agosto a Parma. Era evidente che avesse problemi di natura economica. Per questo motivo lo abbiamo aiutato, però, per loro non ci sarà più nulla».
Anche il fratello Antonino, che abita nella vicina sant'Angelo Muxaro, è dello stesso parere. «Mi dispiace soltanto per mio nipote. Del destino di mio fratello non mi importa nulla. Con Mario, non ci sentivamo da un anno. I nostri rapporti si erano raffreddati da quando avevamo avuto un diverbio per motivi di lavoro. Ancora non capisco come possa avere fatto una cosa simile. Siamo distrutti, ha gettato il disonore sulla nostra famiglia e adesso è giusto che paghi». Ieri sera, a San Biagio Platani, la gente è scesa in strada per una fiaccolata alla quale hanno preso parte tutti i sindaci del comprensorio. «Gli abitanti di San Biagio - dice il sindaco Santo Sabella - vivono il lutto della famiglia Onofri come fosse un lutto privato, come se ognuno di loro, avesse subito una dolorosa perdita. Intendo chiedere alla famiglia Onofri, a nome dell'intera comunità sanbiagese perdono per una pecora nera».