La famiglia Messina si regala un «Diamante»

Certo la supponenza di Veloso (con l’esterno, il tocco che predilige, a tentare un tunnel, mentre bisognava solo tenere palla a quel punto) ci è costata un punto e ci ha procurato un’inattesa cocente delusione. Ma il Genoa è alto, quest’anno, e le premesse sono comunque buone per dare alla città quelle ali che solo lo sport sa dare. E il calcio in particolare. E che Genova aspetta dopo quei primi anni Novanta che regalarono alla Samp il primato, e al Genoa un solido quarto posto ed una bellissima prova in Europa. Vent’anni dopo, fallito il sogno della Samp (dall’Europa alla B), ora tocca al Genoa questa missione per la città. Che realizza molte dimensioni della nostra vita quotidiana: dimostra che un’organizzazione complessa è possibile anche nella città orfana dell’industria di Stato; che una propensione al rischio, all’investimento ed all’innovazione è una virtù di casa nel club più antico della nostra Italia; che i buoni risultati e i buoni giocatori danno smalto all’immagine di una Genova troppo spesso marginale nella fabbrica dei media; che infine tutti noi possiamo aspettarci (...)