La famiglia non basta ama solo box e brividi

È UN UOMO GUIDA - Kaiser Michael è in assoluto - meglio dire era - l’unico pilota che assieme al piedone pesante porta in dote alla squadra - meglio dire portava - la maniacale e ossessiva e calvinistica cura per il dettaglio. In Ferrari arrivò al punto di dormire, a volte, nei locali che furono di Enzo Ferrari dentro il circuito di Fiorano. Perché al mattino bastavano un po’ di latte bianco e muesli per infilare casco e tuta e tuffarsi in pista a provare, provare e provare.
È AMICO FRATERNO DI BRAWN - Insieme, Michael e Ross hanno costituito una coppia invincibile. Con Brawn al muretto Ferrari, capo delle strategie, Schumi ha dato il meglio. Non a caso fu proprio il tedesco a volerlo in rosso portandolo con sé dalla Benetton. E ora la coppia si ricongiunge con Ross addirittura gran capo di un team che solo un mese fa portava il suo nome.
È SICURO DI AVERE IL MIGLIOR TEAM - Sembra che quando a fine estate disse prima di sì e poi di no a sostituire Massa infortunato, non fu per il collo scricchiolante bensì per la scricchiolante fiducia nelle doti della complicata F60. E Badoer e Fisichella insegnano... Mentre la Mercedes è la Brawn Gp campione del mondo, ovvero la squadra da battere. Insomma, Michael sa che dovrà faticare meno che in Ferrari.
A CASA SI ANNOIA - Si diceva che Schumi non avesse altri interessi se non la F1 e la famiglia. Sbagliato: non ha altri interessi se non la F1 e le corse e l’aria insalubre dei box. La famiglia? Viene dopo.
NON È STEWART, NON È LAUDA, NON È IRVINE - Dopo il ritiro Sir Jacky ha costruito un impero, Lauda ha rifondato una compagnia aerea; Irvine è più ricco adesso di prima, vero re immobiliare e delle discoteche e delle modelle. Schumi? Dopo il ritiro ha rischiato la pelle in moto, si è gettato col paracadute, ha nuotato fra le balene, ha corso con i kart. Per cui occhio se avete una motoretta parcheggiata fuori casa... Se la vede sono guai e impennate.