«Ma la famiglia sbaglia se ora le volta le spalle»

Dottoressa Parsi a che difficoltà va incontro una quindicenne che si tiene un figlio anche contro la volontà dei suoi genitori?
«A tante difficoltà, le più drammatiche. Oggi abbiamo una società che non investe nella famiglia, dagli asili nido che scarseggiano, alla mancanza di flessibilità nel lavoro per le mamme. È una politica disdicevole e ottusa».
Visto il quadro a tinte fosche che ha delineato che cosa consiglierebbe alla ragazzina coraggiosa?
«Lei avrebbe davanti altri 15 anni per soddisfare la sua voglia di maternità. Ma ha già fatto un primo figlio che non ha tenuto. Quel distacco l’ha traumatizzata e non ha mai elaborato il suo lutto».
Dunque?
«A questo punto bisogna fare in modo che questo secondo figlio se lo tenga».
Anche con la famiglia contro?
«Non c’è solo la famiglia materna, ma anche quella paterna. E poi non dimentichiamo che il ragazzo ha 21 anni e già lavora. Inoltre ci sono sostegni, case famiglia e altri aiuti».
E i genitori di lei, stanno sbagliando?
«Farebbero un grave errore a ostacolare la scelta della figlia che vivrebbe un dolore inaccettabile. Devono starle vicino e darle una mano. Io sono per la prevenzione, ma la scelta della ragazza va rispettata e sostenuta».
Ritiene che sia una ragazzina sui generis?
«Un tempo i poveri non avevano né infanzia né adolescenza, le bambine a 10 anni andavano a lavorare, a 14 anni si fidanzavano e a 15 erano madri. Oggi i cambiamenti culturali e la scuola hanno fatto slittare matrimonio e maternità. Ma non tutte le storie rientrano negli schemi. A me piace questa voglia di tenere un bambino in tenera età, è una voglia di vita antica, come il mondo».