La famiglia si scatena per proteggere il «pusher»

Stefano Vladovich

Mezzo chilo di cocaina purissima dietro l’armadio. Ma l’irruzione dei carabinieri in casa di un albergatore di Cerveteri finisce in rissa con i familiari del pusher. I militari della stazione di Ladispoli da tempo tengono sott’occhio un malavitoso della zona, Patrizio S.A., appena 29 anni ma un passato criminale di tutto rispetto, legato soprattutto alla compravendita di cocaina. L’indagine va avanti giorno e notte: lunghe ore di appostamenti e riprese video in cui i carabinieri registrano contatti con altri pregiudicati, specialmente tossicodipendenti e disperati del posto. Il sospetto, però, è guardingo, si muove a bordo di un’auto di grossa cilindrata fra l’hotel che gestisce e il proprio appartamento lungo la via Aurelia. Alle prove raccolte si aggiungono altri elementi, segnalazioni «anonime» ma degne di fiducia mettono gli inquirenti sulla pista giusta. Il via vai continuo di personaggi loschi davanti l’albergo, del resto, non era passato inosservato ai vicini. L’altra sera, mandato alla mano, i carabinieri decidono di effettuare il blitz. Con il giovane, però, c’è tutta la famiglia: moglie, genitori, fratelli. Quando il fiuto dei cani antidroga porta i carabinieri in camera da letto si scatena il putiferio. Gli occupanti cercano con ogni mezzo di opporsi alla perquisizione, bloccando i militari per la giacca. Perché? Ben nascosti dietro il mobilio diciotto involucri di cellophane contenenti cocaina ancora da tagliare, un bilancino elettronico di precisione, 31mila euro in banconote di vario taglio (frutto della vendita della «roba»), nastro adesivo, materiale per diminuire la purezza e raddoppiare il peso. Totale: 520 grammi di droga per un valore che sfiora gli 80mila euro. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti e subito rinchiuso nel carcere di Borgata Aurelia. «La Procura di Civitavecchia - sottolineano alla compagnia di via Giuliano da Sangallo -, sta valutando l’ipotesi di reato di ostruzionismo nei confronti dei familiari dello spacciatore». Un’operazione, questa, che s’inquadra nel contrasto ai medi spacciatori, ai «cavalli» locali, in genere insospettabili. Come la guardia giurata, F.D.A., di 33 anni, bloccata e ammanettata l’altra settimana sempre dai carabinieri di Ladispoli mentre si trovava alla guida della sua auto con addosso quasi un etto di cocaina pronta per essere divisa in dosi e venduta ai ragazzi della cittadina balneare.