Famiglia Simari, i gauchos della Val Seriana

Puntano all'Olimpiade. Con sette secondi di ritardo. Prudenti, o solo lenti? Sono in prima linea da oltre dieci anni con un team che è davvero un affare di famiglia. Padre, madre, figlio, tre figlie e, come supporter al parterre, è schierata già la terza generazione, armata di bandierine e jingle. Loro sono i Simari Birkner, vengono da Bariloche, ma, al placido Rio della Plata, hanno preferito da tempo le acque tormentate del Serio. Per inseguire l'inverno, infatti, quando in Argentina il vento comincia a portare per strada le note malinconiche delle milonghe, loro balzano sull'aereo a caccia di freddo. Vivono sei mesi in Italia, preferiscono i casoncei al churrasco, hanno abitato a Vermiglio e Madonna di Campiglio e adesso hanno fissato il campo base a Schilpario, valli bergamasche: dalle finestre il profilo del Cimon e nel cuore il ricordo del Cerro Torre.
Don't cry for them, Argentina, perché è quello che volevano papà e mamma Simari Birkner: «Ora abbiamo un supporto federale, ma soprattutto sponsor privati. Solo per allenarci - spesso aggregandoci ad altre squadre - spendiamo 100 euro al giorno da moltiplicare per i due team». Cristian Javier, 30 anni, Maria Belen, 28, Macarena, 26, ed Angelica, 16 anni, ci hanno creduto da subito. Anzi, la più giovane, Angelica, in coppa del mondo deve ancora esordire e per ora si improvvisa «pr» della squadra. Cura i sacchi dei vestiti all'arrivo, segna i tempi, distribuisce cartoline ai fan, scatta foto alle sorelle in pista e all'occorrenza fa il tifo.
In coppa del mondo Cristian Javier preferisce combinata e discipline veloci ed un paio di volte ha sfondato il muro della top 30. Le sorelle si professano invece «all rounder»: giù ad ogni gara. Cerchi i loro nomi nelle liste di partenza e, se hai fretta, devi assicurarti di leggere l'elenco al contrario, proprio come le beatitudini, dove gli ultimi divengono primi. Sempre dietro, pettorali alti, piste rovinate. Quando per loro inizia la gara, gli altri al parterre stanno già pontificando sui risultati.
Vancouver sarà la terza edizione dei Giochi per i fratelli Simari Birkner. Appannati a Torino, nel 2002, sulle nevi nordamericane, però andò benissimo: Cristian centrò uno storico 17° posto in slalom, stessa piazza per Macarena in combinata, 3 posizioni davanti alla sorella Maria Belen. «All'epoca - spiega mamma Teresita - io allenavo Cristian e mio marito le ragazze». Poi è arrivata Guadalupe, la bimba di Macarena. Se la neomamma ha gareggiato anche col pancione, fermandosi solo 5 mesi, Teresita si è pure ritrovata nonna. E al pomeriggio indossa il grembiule: in ski room c'è lei a sciolinare.
L'obiettivo dell'equipo è aprire la strada allo sci sudamericano e spostare un poco il baricentro di un circo bianco troppo europeo. Altri ci han provato: oltre a giapponesi ed africani ci fu Alfredo Rego, 60enne guatemalteco che imparò a sciare per i mondiali di Bormio nel 2005, oppure il principe Hubertus Von Hoenloe, tesserato per il Messico del suo regale avo, atleta - non ce ne vorrà - forse più per vezzo che per convinzione. Per i Simari è diverso: loro per erodere quei 7 secondi che li separano dalle avanguardie ce la mettono tutta: «Nel 1999 ho fatto i miei primi punti in coppa - ricorda Macarena - non credo sia impossibile ripetermi». «In slalom però oggi è molto più dura - le fa eco Maria Belen -: le atlete han più paura della velocità e meno possibilità di allenarsi in discesa e così tutte ci provano prima in slalom». Loro ci credono: han lasciato tutto per una passione. Se tornassero indietro c'è però una cosa che avrebbero voluto portare dall'Argentina. «Il tango: sì, quello potevamo impararlo».