Famiglie e imprese, il governo ridurrà le tasse

<strong><a href="/a.pic1?ID=336994">Quoziente familiare</a></strong>: chi ha più figli pagherà meno. <strong><a href="/a.pic1?ID=336995">Studi di settore</a></strong>: revisione totale entro 15 giorni. <strong><a href="/a.pic1?ID=336990">Draghi: &quot;Il piano casa può stimolare l'economia&quot;</a></strong>. Il vademecum: <strong><a href="/a.pic1?ID=336991">quanto costa ristrutturare</a></strong>

Dopo settori chiave come la giustizia, la scuola e l’edilizia le riforme del governo chiamano in causa il fisco. Per il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la necessità di dare risposte urgenti e concrete alla crisi economica si traduce in un intervento deciso su forme e modalità del prelievo fiscale, con vantaggi diretti per famiglie e imprese. Insomma, è in atto una piccola rivoluzione.

Partiamo dalle tasche degli italiani. L’esecutivo ha appena dato l’ok all’introduzione del quoziente familiare. Un emendamento al ddl sul federalismo fiscale, in attuazione della Costituzione, prevede infatti che il reddito percepito dai componenti di una famiglia venga diviso per il numero dei componenti stessi. E non più, come accade oggi, pagando le tasse su base individuale (e calcolando a margine le detrazioni per i parenti a carico). Una modifica significativa che, secondo le stime Eurispes, porterebbe risparmi consistenti per almeno 11 milioni di famiglie, che si materializzeranno subito in una media di 800 euro di tasse in meno da pagare per ogni contribuente. Restano, a questo punto, da risolvere alcuni dubbi sulla copertura del provvedimento (3 miliardi di euro) e sulle eventuali disparità di trattamento che potrebbero sorgere da caso a caso.

L’altro capitolo della «riforma fiscale» interessa uno dei punti fondamentali di quel «patto» sancito da governo e sindacati Cisl-Uil, nello scorso fine settimana al forum di Confindustria di Cernobbio, e riguarda la revisione degli studi di settore, da affiancare all’impegno nella lotta all’evasione. Entro fine mese, cioè tra quindici giorni, l’Agenzia delle Entrate potrà comunicare di aver ultimato il processo di ridefinizione dei parametri di ricavo per i lavoratori autonomi, che in questi tempi di congiuntura negativa auspicano una boccata d’ossigeno. L’operazione, partita a dicembre e regolamentata dal decreto anticrisi di inizio gennaio, permetterà di riscrivere i dati di oltre 200 comparti produttivi. Quattro le tipologie di interventi previsti; i primi riguardano carburanti e materie prime, poi si passerà ad applicare correttivi a livello individuale (come in passato è stato per oreficeria, ceramica e occhialeria), quindi gli interventi di «sterilizzazione degli effetti della crisi» su specifici indicatori dell’attività di impresa.

Quanto al piano casa, il governo si appresta a concludere oggi il lavoro sul testo. Saranno più facili non solo ampliamenti e ristrutturazioni, dunque: è sulla rampa di lancio anche il progetto che consentirà agli attuali inquilini di 20mila case popolari di acquistare entro due anni l’abitazione in cui vivono, semplicemente convertendo l’affitto in rate di mutuo a tasso agevolato. Giovani coppie, anziani e studenti potranno così acquisire ricchezza diventando proprietari.