Per le famiglie italiane ricchezza invariata ma dispiaceri in Borsa

Secondo la Banca d'Italia, la tradizionale capacità di
risparmio degli italiani ha permesso di attenuare gli
effetti della crisi, anche se tra gennaio e giugno la disponibilità finanziaria
è calata di oltre il 6% per
effetto dei ribassi dei titoli azionari. Forti anche le disparità patrimoniali

Roma - La crisi ha incominciato a farsi sentire sui bilanci delle famiglie italiane: nei primi sei mesi del 2008 la ricchezza finanziaria delle famiglie è calata del 6%, soprattutto a causa del forte ribasso dei corsi azionari. Nel confronto europeo, tuttavia, le nostre famiglie restano pur sempre fra le più solide: la ricchezza complessiva è cresciuta nel 2007 del 3,9%, meno che negli anni precedenti, soprattutto grazie all’'ncremento di valore degli immobili. Complessivamente la «Famiglia Italia» dispone di attività reali (immobili, terreni, eccetera) e attività finanziarie (azioni, titoli pubblici, depositi) per 8.512 miliardi di euro.

Le cifre provengono dall'indagine annuale della Banca d'Italia sulla ricchezza delle famiglie. E confermano la forte propensione al risparmio, e la prudenza degli italiani: le nostre famiglie hanno meno debiti di quelle tedesche, francesi, inglesi e americane; le attività reali risultano pari a 5 volte il reddito disponibile, superiore a quello di Stati Uniti e Germania; le attività finanziarie sono pari a 3,6 volte il reddito, un rapporto superiore a quello di Germania e Francia. Ogni famiglia italiana, per Bankitalia, possiede una ricchezza netta di 360mila euro.

Ma come tutte le medie, anche questa non fotografa la realtà. La distribuzione della ricchezza nel nostro Paese è difatti molto asimmetrica, risultando concentrata su poche famiglie. La metà più povera delle famiglie italiane detiene meno del 10% della ricchezza totale, mentre al contrario il 10% più ricco dispone di quasi la metà della ricchezza complessiva. In cima alla «hit parade » delle attività reali, come sempre, gli immobili: le sole abitazioni rappresentano l'81,5% del totale, più il 6,5% dei fabbricati non residenziali e il 3,4% dei terreni. L'altra faccia della medaglia è che il 40% dei debiti delle famiglie è rappresentato dai mutui casa.

I primi dati del 2008 indicano, tuttavia, che la crisi finanziaria incomincia a intaccare la ricchezza delle famiglie. Si è detto del calo del 6% della ricchezza finanziaria nei primi sei mesi, a causa dei ribassi in Borsa. Questa tendenza, osserva Bankitalia, «è proseguita con maggior vigore nei mesi successivi». Il portafoglio finanziario delle famiglie va modificandosi, con il progressivo abbandono di azioni e fondi comuni, e l'incremento dei titoli di Stato. Inoltre, si sta registrando un rallentamento nella crescita dei prezzi immobiliari, e un forte calo nei volumi di compravendita. Questo significa che anche l'amato mattone, alla fine, risentirà della crisi.

Secondo il rapporto sul risparmio 2008, pubblicato dal Centro Einaudi-Bnl in concomitanza col bollettino di Bankitalia, la crisi ha modificato il comportamento degli italiani che investono sui mercati finanziari: negli ultimi dodici mesi, l'atteggiamento è diventato molto più prudente nel 58% dei casi; inoltre, il 61% non ha fatto alcun investimento finanziario nel 2008. È poi aumentato di molto il numero degli italiani che non riesce a risparmiare: era il 51% nel 2007, è cresciuto quest'anno al 69%, un vero record.