Famiglie lombarde in crisi, un milione già in rosso: trappola usura per 60mila

Allarme recessione. Cresce il peso dei debiti sui redditi familiari. E aumentano anche le vittime degli strozzini

Quasi 80mila famiglie lombarde potenzialmente a rischio di «usura». Un milione quelle in deficit. Numeri che fanno paura, quelli della Consulta nazionale delle fondazioni anti-usura, che ieri alla Caritas ambrosiana ha partecipato a un seminario con la Fondazione San Bernardino e la Fondazione lombarda anti-usura.
Il problema si fa allarmante con una crisi economica dagli sviluppi ancora imprevedibili a livello occupazionale, e quindi con effetti devastanti soprattutto per le famiglie mono-reddito. «A essere ingestibile - ha spiegato Maurizio Fiasco, esperto della Consulta - è il debito a lunga scadenza, specie per le abitazioni, mentre bisogna sfatare il mito delle famiglie che consumano troppo». Ma «le famiglie si rivolgono a società di credito che esercitano una forte pressione psicologica e generano ansia. Questi istituti - ha attaccato Fiasco - usano metodi borderline, che non rientrano nel reato giuridico dell’usura, ma di fatto sono simili».
In Lombardia le famiglie indebitate nel 2006 erano il 29,5 per cento. Ma l’indebitamento familiare non necessariamente è patologico. Anzi, spesso è determinato, al contrario, da un’alta capacità reddituale o da fiducia nelle entrare future.
Il vero problema è il deficit cronico. E anche i nuclei familiari con bilancio deficitario sono molti: erano 820mila nel 2006, più di uno su cinque (il 20,9 per cento), contro una media nazionale del 19,6. E il deficit delle famiglie lombarde era in gran parte inferiore ai 10mila euro. Ora, secondo la Consulta stessa, il dato è già salito fino a sfiorare il milione, e il meccanismo infernale è quello degli interessi di mora che si cumulano nei momenti di crisi, e diventano irrecuperabili.
Gli esperti delle fondazioni anti-usura parlano di un vero e proprio «business delle famiglie in difficoltà», che rischiano di finire nel credito irregolare e infine nell’usura penalmente punita. Erano 70mila le famiglie a rischio da questo punto di vista. Ora si parla di 75mila. Un pericolo solo in parte attenuato da una rete sociale che in parte resiste, nell’ambito familiare allargato o delle amicizie. Una parte delle famiglie indebitate, infatti, si rivolge a parenti o amici. Il target finale dunque era 57mila. Ora si parla di 60mila e oltre. Gli assistiti dalla Fondazione San Bernardino intanto, sono passati dai 66 del 2005 ai 273 del 2008.
Fra gli elementi di preoccupazione la sempre più massiccia diffusione della «cessione del quinto», un vecchio sistema che sta tornando sempre più in voga, con un aumento recente che si aggira sul 30 per cento. Lo ha spiegato Selvino Beccari, avvocato, esperto della Provincia: «Ci risulta che il 50 per cento delle persone che fanno ricorso a questo strumento sia costretto a estinguere anticipatamente e a rinnovare con un nuovo “prestito”, sostenendo nuove spese assicurative e istruttorie».