Famiglie «prigioniere» per colpa della cisterna

Mozione di Benzi in Comune «libera» l’accesso

Verranno liberati grazie a una di quelle mozioni bipartisan che in Comune approvano in casi talmente rari da risultare clamorosi. Gli abitanti della parte alta di via della Costiera a Fegino erano, di fatto, prigionieri in casa. Per la precisione, non potevano raggiungere o lasciare le loro abitazioni con auto e moto, e anche a piedi avevano il loro bel da fare per destreggiarsi tra cancelli sbarrati, strade talmente dissestate da essere poco più che sentieri ciottolati e addirittura cisterne piazzate in pieno cammino.
Una storia di assurda burocrazia, iniziata quando il Comune aveva suddiviso via della Costiera in due parti. La prima, quella che da salita alla Chiesa di Fegino arrivava fino al civico 32, restava «comunale», la seconda, da quel punto in avanti, veniva riclassificata come «vicinale». Una variazione che consentiva ai privati che avevano i terreni in zona di edificare, di fare interventi, di mdoficare addirittura il tracciato della strada. C’è chi ha messo un cancello all’imbocco del suo territorio e chi ha «occupato il sedime della vecchia strada con una costruzione idrica», una vera e proprio cisterna in mezzo al tracciato.
Una situazione che, come ha osservato il consigliere comunale di Liguria Nuova, Remo Benzi, ex comandante dei vigili, ha messo «le numerose famiglie delle case soprastanti» nelle condizioni di non poter più «raggiungere le loro abitazioni se non soggiacendo a vincoli impositivi». Per di più non possono neppure intervenire per rimettere a posto la strada ormai in stato di abbandono. Così Benzi si è chiesto «come il Comune possa permettere che l’uso pubblico di una strada venga impedito agli abitanti della zona ai quali non è consentito neppure di poterla riparare».
Il consigliere di opposizione ha messo la questione nelle mani dell’assessore Walter Seggi, presentando una mozione in consiglio comunale. Questa volta non ci sono state obiezioni, né veti trasversali. L’appunto di Benzi, sottoscritto dai colleghi Sergio Castellaneta, Massimo Franco ed Emilio Pratolongo, è stato condiviso e la mozione approvata all’unanimità dai 39 consiglieri presenti. Via della Costiera tornerà così a essere tutta comunale e i «prigionieri in casa» potranno essere liberati.