Le famiglie sono meno ricche Frena anche la corsa ai debiti

da Milano

La crisi delle Borse e il rallentamento dell’economia internazionale lasciano il segno sui bilanci delle famiglie italiane dove, tra la fine del 2007 e l’inizio di quest’anno, sono 150 i miliardi di «ricchezza» andati in fumo. A fare i conti di quella che può essere considerata almeno in parte l’eredità dei mutui subprime è Bankitalia nei Conti Finanziari.
Dal documento predisposto da Via Nazionale emerge infatti un netto calo delle cosiddette «attività finanziarie», in sostanza la ricchezza complessiva a disposizione delle famiglie (ivi compresi i depositi bancari, le azioni o le quote nei fondi comuni). Nel primo trimestre di quest’anno il totale si ferma a 3.538 miliardi, quasi 150 miliardi in meno rispetto alla fine del 2007, quando ammontavano a 3.685 miliardi. Per la precisione le disponibilità finanziarie risultavano diminuite di 147,5 miliardi.
Per la prima volta da parecchio tempo, Bankitalia registra però anche un calo dell’indebitamento di circa 2,7 miliardi: nell’ultimo trimestre del 2007 il totale dei prestiti contratti dalle famiglie era di 525,7 miliardi, contro i 523 miliardi fatti segnare a marzo di quest’anno. A diminuire sono stati sia quelli a breve (da 56,271 a 55,666 miliardi) sia quelli a lungo termine (da 469,468 a 467,415 miliardi). Le famiglie possono contare però su meno disponibilità liquide; calano infatti biglietti, monete e depositi a vista, da 605 a 600 miliardi.
Fra gli strumenti di investimento, perdono terreno le azioni possedute dalle famiglie, a causa ovviamente del calo della Borsa: 852 miliardi il controvalore attuale contro i 980 miliardi dell’ultimo scorcio del 2007 (erano 1.084 miliardi nel primo trimestre dello scorso anno). Volano, invece, i Bot: dai 27 miliardi di fine 2007 ai 34,62 miliardi dell’inizio di quest’anno. Nella corsa verso la sicurezza, guadagnano terreno anche i titoli a medio e lungo termine: da 710 miliardi a 722 miliardi mentre i Cct mostrano ulteriori segnali di ripresa (da 19,5 a 24 miliardi).
Da registrare, infine, il calo del comparto assicurativo che raccoglie 604 miliardi contro i 609 del 2007. Prosegue inoltre senza interruzione, la crisi dei fondi comuni, che hanno attratto investimenti per 221 miliardi, contro i 266 della fine dello scorso anno (294 miliardi a marzo 2007).