Family day: 500mila in piazza per la difesa della famiglia

Attesi otto treni e tremila pullman da tutta Italia. 1500 volontari per assistere chi partecipa. Trenta milioni di volantini, 8 gazebo con tanto di fasciatoi, forni a micro-onde per i biberon e 50 clown a disposizione dei bimbi. La Bindi <strong><a href="/a.pic1?ID=177257">vuole usare il popolo anti-Dico</a></strong>. Formigoni: <strong><a href="/a.pic1?ID=177258">&quot;Aiuti concreti alle coppie&quot;</a></strong>

Roma - Madri, figli, bambini, nonni, genitori, nipoti. Persone. Oggi saranno tutte insieme in piazza San Giovanni per chiedere impegni concreti a sostegno della famiglia. Una manifestazione «per» e non «contro». Associazioni, movimenti e volontari promettono: la spinta propulsiva che ha messo in moto il Family day non si esaurirà con la kermesse di oggi. I bisogni profondi che porteranno in piazza migliaia di persone esigono risposte concrete e dunque, dicono gli organizzatori, la piazza «non tornerà a casa» ma vigilerà sul fronte delle politiche della famiglia.
La grande macchina organizzativa del Family day è a pieno regime. Oltre 450 le associazioni che prendono parte all’iniziativa. Arriveranno con 8 treni charter (senza nessuno sconto particolare se non quello destinato ai gruppi), 3mila pullman da tutta Italia e ci saranno più di 1500 volontari per assistere i partecipanti. E ancora 30 milioni di volantini, 8 gazebi con tanto di fasciatoi, forni a micro-onde per i biberon e 50 clown a disposizione dei bimbi. Mille gli uomini messi in campo dalle forze dell’ordine.
L’obiettivo è quello di raccogliere mezzo milione di persone davanti al palco, allestito con l’immagine stilizzata di una famiglia in una piazza che ha ospitato storiche manifestazioni sindacali. La scelta della piazza non è l’unico dato insolito per il Family day che si celebra proprio nel giorno della vittoria del divorzio al referendum: il 12 maggio di 33 anni fa. E infatti a piazza Navona i radicali e i socialisti ricorderanno quella vittoria con Coraggio laico.
Al Family day invece non ci saranno passerelle per i politici. Due ministri hanno ripetutamente annunciato la loro partecipazione oltre a rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione. Ma verranno tutti «chiusi» in un recinto, distanti dalla tribuna destinata alla stampa. «Non ci interessano i politici che vengono per farsi vedere e non per prendere impegni», dicono i promotori.
Due i portavoce, Savino Pezzotta ed Eugenia Roccella. L’ex sindacalista assicura che la forza di questa piazza non verrà assolutamente usata «per imporre l’idea di una famiglia come sacramento a chi non è cristiano» perché quello che si vuole «mettere in campo è la difesa della famiglia da un punto di vista civile, dal punto di vista di ciò che prevede la Costituzione».
La Roccella aggiunge: «Nella famiglia che noi sosteniamo c’è anche il matrimonio civile, il divorzio e, alla fine ci fa pure piacere che il Family day si svolga il 12 maggio, anniversario della vittoria del referendum sul divorzio. Il moralismo appartiene ad altri».
Dunque no ai politici sul palco che invece sarà occupato fin dal primissimo pomeriggio da gruppi, cantanti e ballerini. L’inizio ufficiale è fissato per le 15 quando sui maxi schermi installati nella piazza cominceranno a scorrere i volti e le voci di padri e madri che racconteranno le loro esperienze e le loro difficoltà per iniziare e poi tenere in piedi il progetto di una famiglia. Tra gli ospiti il cantante Povia; mentre Antonella Ruggiero, l’ex solista dei Matia Bazar, che in un primo momento aveva aderito, ha dato un polemico forfeit ieri in tarda serata: «La tensione che si è creata nelle ultime ore mi fa temere che si possa giungere a forme degenerative. Non mi sento più di garantire la mia presenza ad una manifestazione che è chiaramente schierata contro i miei principi di tolleranza, libertà e tutela dei diritti civili». Dietrofront che non è andato giù al Forum delle Famiglie: «Le motivazioni sociali e culturali della nostra iniziativa erano chiare da mesi - ha replicato Domenico Delle Foglie, coordinatore organizzativo del Family Day - Ma davvero questo non deve essere ancora un Paese normale, se un artista si rifiuta di cantare per milioni di suoi concittadini che cercano solo il bene comune». Diretta integrale su Sat2000, la tv della Cei, e anche da parte di Skytg24 dalle 15 alle 18. E la sorpresa potrebbe essere un messaggio del Santo Padre dal Brasile.