Al Family day col gonfaloncino finto

Il capolavoro istituzionale con triplo salto mortale carpiato spetta di diritto a Massimiliano Costa, il vicegovernatore. Sarà lui a far parte della delegazione ufficiale della Regione Liguria, domani a Roma. Lui che non ha votato per l’adesione al Family day che pure è passata grazie ad altri suoi colleghi della Margherita. Lui che ha sempre sbuffato come un criceto definendo una «strumentalizzazione» e una «sciocchezza» l’ordine del giorno approvato. Lui che - in giunta e anzi come vicepresidente di giunta - ha remato e votato contro l’invio del gonfalone a Roma. Lui, insomma, il cattolico da Comunione e Laicizzazione, che come politico ha fatto tutto ciò che era nelle sue facoltà contro il Family day, domani sarà alla testa della delegazione ufficiale.
Già, ma quale delegazione ufficiale? Il consiglio regionale, che pure conta poco come dimostra l’attenzione riservata da Burlando al voto e alla lettera dei capigruppo per ’invio del gonfalone, ha dovuto scegliere i nomi di chi partecipa formalmente al corteo. E ieri l’ufficio di presidenza ha scelto di fare una delegazione di sei consiglieri (e non di cinque come sembrava essere stato deciso) perché il caso Costa è esploso all’interno della Margherita. Rosario Monteleone, suo collega in consiglio e in partito, all’adesione alla manifestazione aveva votato a favore. Convintamente. E ha dovuto combattere per essere a capo delegazione a Roma, visto anche che è vice presidente del consiglio. Roberta Gasco (Udeur), Fabio Broglia e Luigi Patrone (Italia di mezzo), che quel documento l’avevano votato, ci saranno. Mentre ieri non hanno sottoscritto la mozione di solidarietà a Ronzitti presentata dal resto del centrosinistra. Per la minoranza andrà in delegazione Nicola Abbundo (Udc), che ha fatto sapere di voler portare con sé una bandiera, un drappo, un qualcosa con scritto: «Regione Liguria». Tanto per ribadire a tutti i presenti la figuraccia della giunta. E con questi nomi, i consiglieri sono già cinque. Ma Massimiliano Costa, l’anti-gonfalone, il vicepresidente di quella giunta che ha boicottato l’iniziativa , ha sbattuto i piedi perché voleva festeggiare in corteo il suo compleanno.
Ora, siccome tutti i consiglieri che vorranno partecipare al Family day potranno farlo sapendo di aver diritto al rimborso spese e al riconoscimento della «missione» in quanto il consiglio ha aderito all’evento, anche altri saranno a Roma. Ma la delegazione ufficiale è un’altra cosa. È quella, per capirsi, che segue il gonfalone. Perché se c’è una delegazione ufficiale c’è anche il gonfalone. Tranne quando la giunta Burlando è in imbarazzo.