Family day, l’Udc vuole il patrocinio del Comune

Il Family Day sbarca in Campidoglio. L’Udc ieri mattina ha depositato nell’ufficio del consiglio comunale una mozione che impegna il sindaco a dare il patrocinio alla manifestazione. E già si prevedono lacerazioni fra i banchi della maggioranza. L’appuntamento del 12 maggio sta dividendo da tempo gli esponenti cattolici al Governo, l’ultimo episodio è la polemica fra il vicepremier Rutelli e il ministro alla Pubblica istruzione Fioroni. I vertici nazionali Dl sfogliano la... Margherita al motto «vado, non vado». Ora la manifestazione di San Giovanni, potrebbe far venire qualche mal di pancia anche all’Aula Giulio Cesare.
La mozione presentata ieri dal capogruppo Udc Dino Gasperini impegna il consiglio comunale a sollecitare al sindaco Veltroni il patrocinio al Family Day. Non solo l’atto formale, ma anche i relativi servizi. Luce, acqua, Ama, vigili urbani. «Vogliamo che l’aula si pronunci con chiarezza sulla manifestazione a difesa, sostegno e promozione della famiglia, senza trincerarsi dietro alibi di comodo - afferma Gasperini -. In nome della par condicio deve essere garantito al Family Day lo stesso trattamento della manifestazione pro-Dico di piazza Farnese». La mozione, che verrà discussa dopo Pasqua, impegna il sindaco anche «a concordare con gli organizzatori tutte le formule per la migliore riuscita, compresa l’esenzione dalle spese». Vale a dire il costo dei servizi. «Il tema della manifestazione e le migliaia di partecipanti che verranno a Roma - sottolinea Gasperini - meritano tutto il sostegno dell’amministrazione comunale. Vedremo quali forze politiche saranno d’accordo con noi».
La bufera nella maggioranza è garantita. Per molti osservatori il Family Day ha, infatti, un netto sapore anti-governativo, specie a due settimane dalle amministrative. Il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, a scanso di equivoci, quel giorno se ne starà ben lontano da San Giovanni. Ma dalla Regione Lazio l’assessore Udeur Marco Di Stefano assicura che sarà al fianco di Mastella. Vedremo, fra una settimana, quali saranno le posizioni nell’Aula Giulio Cesare.
Ma al Comune, per andare al concreto, quali sono le politiche familiari? Che risultati ha raggiunto finora la giunta Veltroni? «In pratica nessuno - risponde Gasperini - al di là di avere istituito un assessorato alla famiglia. Che però mi pare abbia concluso poco e niente. Bisognerebbe invece rivedere i regolamenti che disciplinano i rapporti fra amministrazione e utente, mettendoci dentro ed evidenziando a chiare note la famiglia. Il tema riguarda la casa, i servizi alla persona, la mobilità. Tutto, insomma». E i buoni casa? I contributi dell’assessorato di Minelli prevedono una corsia protetta per le giovani coppie o le famiglie numerose? «No. I buoni casa sono riferiti ai singoli, non hanno alcuna attinenza con le famiglie. Come le assegnazioni degli alloggi». E le imposte? «Sulla Tari - dice Gasperini - non c’è una norma che preveda sconti per le famiglie numerose, come del resto neppure per l’Ici. Quanto all’assessore alla famiglia (Lia Di Rienzo, ndr) su queste cose non ha mai speso neppure mezza parola».