Family day: un milione in piazza La sinistra è in imbarazzo Berlusconi: rigurgito di laicismo

In piazza San Giovanni il popolo che difende la famiglia. <a href="/media.pic1?ID=154"><strong><font color="#ff6600">Guarda le immagini</font></strong></a>. Presenti i leader della Cdl e i ministri Mastella e Fioroni. Il Cavaliere: &quot;Per i diritti delle coppie di fatto basta il codice civile&quot;. Pezzotta: &quot;Premiamo perché il parlamento non introduca i Dico&quot;. A poca distanza, in piazza Navona, <strong><a href="/a.pic1?ID=177447">si inneggia alle unioni civili</a></strong>

Roma – “Oggi qui non c’è una nuova maggioranza ma solo un maggioranza politica per la famiglia”. Tenta di smussare le polemiche Clemente Mastella, ma sa bene che l’operazione non è delle più semplici. La sinistra è molto divisa, con una parte che è schierata a favore dei Dico e un’altra che, invece, è in piazza quest’oggi a Roma, a difesa della famiglia tradizionale. Le polemiche non si placano nella maggioranza, nonostante gli sforzi volti a ostentare tranquillità. “Rutelli è un caso da studiare - tuona Boselli -. Prima ha votato i Dico, una legge del governo, e poi ha detto che sarebbe andato, se avesse potuto, al Family Day. È evidente che c’è confusione, ma anche questo lo sapevamo...”. Boselli parla da piazza Navona, dov’è in corso l’altra manifestazione, quella pro-Dico. Ma non tutta la sinistra – Ds compresi – è dalla sua parte.

Berlusconi: "Non conviene fare matrimoni di serie B" "Non sono assolutamente contrario alla tutela dei diritti delle coppie di fatto. C’è il Codice civile che si può anche migliorare". Silvio Berlusconi, prima di recarsi in piazza, precisa la sua posizione in tema di unioni civili. "Penso che non convenga fare, perché è contro la nostra tradizione e contro la nostra Costituzione, un matrimonio di serie B, che non è assolutamente necessario". "I cattolici di sinistra sono in una contraddizione insuperabile. Non si può essere allo stesso tempo cattolici - e come tali riguardosi della dottrina della Chiesa e dei suoi insegnamenti su varie questioni - e stare invece con chi è frontalmente dall’altra parte".
"Vedo che la manifestazione di oggi ha avuto un enorme successo di partecipazione, mi domando quindi come mai in cinque anni di mio governo non c’è stata mai l’esigenza di fare una manifestazione popolare a difesa della famiglia". Il Cavaliere ha poi sottolineato che il governo da lui guidato "fece una politica sociale in difesa della famiglia con tanti interventi a difesa della scuola, del lavoro, con i bonus i nuovi nati. Tutto il contrario di quello che sta facendo il governo Prodi".

Fini: "Cdl più coerente della sinistra" Gianfranco Fini ne approfitta per mettere il dito nella piaga: “Il centrodestra è molto più coerente del centrosinistra”. Nell’ Unione, infatti, “non tutti credono nella centralità della famiglia”. A chi gli chiede poi un commento sul disegno di legge sui Dico, Fini ribadisce la propria convinzione: “Non c’era bisogno di un provvedimento del governo. È stata una cambiale ideologica di Prodi nei confronti della parte della sua maggioranza che oggi manifesta a piazza Navona”.

La Moratti: “La famiglia è un valore assoluto" "Questa manifestazione dimostra che la famiglia è la prima cellula della società, quindi non è un valore cattolico ma un’idea che accomuna laici e credenti”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, appena arrivata in piazza San Giovanni. “La famiglia è la sede naturale dove si formano la coscienza, dove crescono uomini e donne e questo è un valore da difendere”. "La famiglia va al di là dei valori laici e cattolici, è un’istituzione che ha di per sé un valore, per questo motivo non condivido l'appello del premier perché non ci possono essere né guelfi né ghibellini rispetto alla famiglia".

Pera: "La maggioranza del popolo è qui" La famiglia “è un valore che è stato attaccato da un ddl che voleva creare un’altra famiglia, la gente ha capito ed ha reagito”. È questo il senso della adunata di oggi a piazza San Giovanni secondo il senatore di Forza Italia Marcello Pera. Quella in piazza Navona dove si manifestazione per il coraggio laico, ha aggiunto Pera “è una manifestazione di natura minore perché la maggioranza del popolo italiano è qui”.

Pezzotta: "Questa adesione massiccia farà piacere al Papa" "Un’adesione così massiccia farà piacere anche al Papa. Ne è convinto Savino Pezzotta, portavoce del Family day ed ex segretario della Cisl. "Vogliamo fare della famiglia una causa nazionale. Per noi, senza distinzione di fede o di orientamento politico, ciò significa far riferimento al bene comune. Parliamo di famiglia e non di famiglie", ha detto ancora Pezzotta in un passaggio del suo applauditissimo discorso. "Premiamo perchè il Parlamento non introduca, per legge e in via surrettizia, i Dico". "A tutti coloro che hanno cercato di ridurre la portata di questo disegno di legge - spiega - rispondiamo che l’aver posto il tema nei modi con cui è sottoposto, ha già determinato nell’immaginario collettivo l’idea che vi possa essere nel futuro una normativa che contempli una pluralità di modelli familiari: questo non va bene".

Una gigantesca torta nuziale in difesa della famiglia Una gigantesca torta nuziale, bianca come la panna, ha fatto il suo ingresso in piazza S. Giovanni nel corso della manifestazione per il Family day: alta due metri, a 5 piani, è opera dei giovani Udeur per l’occasione pasticceri. Per ogni piano della torta, uno slogan in difesa della famiglia: “La famiglia società naturale fondata sul matrimonio”, si legge alla base della torta; quindi a seguire “La famiglia un futuro per tutti”, “La famiglia al centro”, “Sì alla famiglia”, “Più famiglia”. Sopra l’ultimo slogan, campeggia la classica statuetta con i due sposini in abiti nuziali. Ultima avvertenza per i golosi: la torta, purtroppo è di cartone.

Pupi Avati: "Il cinema deve raccontare la gente che è qui" Il cinema dovrebbe imparare a raccontare la famiglia, facendo della gente vera il soggetto delle sue storie. È quanto esorta il regista Pupi Avati, presente a difesa della famiglia: “Il mondo del cinema troppo spesso vuole essere trasgressivo, essere demagogicamente in qualche modo contro e immaginando che la trasgressività rappresenti un modo dell’originalità, scambiando l’una per l’altra. Invece - ribadisce il regista - non è assolutamente così. E’ la gente vera che è venuta qui e che ilo cinema deve imparare a raccontare”.