Family day, Pezzotta: "Porteremo 100mila persone in piazza"

Né striscioni né bandiere di partito. Politici benvenuti: "ma chi parteciperà poi non potrà più votare per i Dico"

Roma - L’obiettivo è portare in piazza almeno 100 mila persone. "Va da sè - ha osservato Savino Pezzotta, uno dei portavoce delle associazioni cattoliche organizzatrici della giornata di mobilitazione - che ogni persona in più è tutta grazia di Dio, ma per noi 100 mila è un successo". Si va in piazza per tutelare la famiglia, per riportarla al centro del dibattito politico, non certo per erigere nuovi steccati tra laici e cattolici. Lo hanno chiarito con nettezza, in una conferenza stampa congiunta, le associazioni cattoliche che hanno organizzato il Family Day e il Comitato laico in favore della famiglia. «Basta alle strumentalizzazioni politiche che tendono a rappresentare la partecipazione al family day come un elemento di divisione tra laici e cattolici. Noi come cattolici non abbiamo voluto mettere in campo le nostre convinzioni sul matrimonio. Chi ci accusa di voler clerichizzare l’iniziativa dovrebbe sapere - ha osservato Savino Pezzotta, uno dei portavoce delle associazioni cattoliche - che il matrimonio civile è laico». E se «il pericolo di una deriva sociale del nostro Paese», per l’altra portavoce, Eugenia Roccella, «non viene soltanto dai Dico», per Gaetano Quagliariello del Comitato laico il «Family day nasce anche contro i Dico. Non ci saranno in piazza portatori di famiglie particolari. Su questo serve chiarezza». A San Giovanni non dovranno esserci striscioni né bandiere di partito. I politici potranno ovviamente partecipare, ma chi manifesta in piazza, secondo Pezzotta, «non potrà poi votare i Dico».