Dopo il "Family day" si riaccende lo scontro sui Dico

Dopo il confronto tra la piazza del "Family day" e quella del "Coraggio laico",
agenda e calendario della politica si sincronizzano su un’altra data, quella del
prossimo Gay Pride, mentre tornano in evidenza i Dico con un confronto che
riaccende la polemica anche nel centrosinistra

Roma - Dopo il confronto tra la piazza del "Family day" e quella del "Coraggio laico", agenda e calendario della politica si sincronizzano su un’altra data, quella del prossimo Gay Pride, mentre tornano in evidenza i Dico con un confronto che riaccende la polemica anche nel centrosinistra. «Accusarci di minoritarismo per la manifestazione di piazza Navona, come fanno i Ds, è un modo un pò imbarazzato di difendere la loro assenza», ribadisce Emma Bonino che parla di «grande imbarazzo Ds e, in qualche modo, anche della Margherita perchè questa teoria del terzismo non regge. Su questi temi bisogna arrivare a dire dei no e dei sì, altrimenti la gente è sconcertata». Realismo quindi più che stupore sui Dico, «in grave difficoltà già da prima.

Appena licenziato dal Cdm, parti della maggioranza avevano preso le distanze dal ddl». Di un «no ai Dico chiarissimo e sereno» dal milione di persone del Family Day parla proprio il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa: «Non c’è nulla da inventare: per l’Italia basta il testo costituzionale». «Provvedere a rinfrescare la memoria, ricordare di passare dalla fiction alla vita reale è un primo grande servizio che il popolo del Family Day ha reso al nostro Paese», è il commento della Sir che sottolinea: «È stato rifiutato un certo discorso sui diritti che si stacca dalla vita, dalla realtà, dalla società concreta, per cui tutto rischia di confondersi, rischiando di svaporare alcuni dati essenziali, come la differenza tra maschio e femmina».

Il capogruppo Pdci alla Camera, Pino Sgobio, invece rilancia: «Sulle unioni di fatto serve una legge. Ad imporla è il buon senso». Preme sull’acceleratore anche il presidente dei deputati Verdi: «La situazione politica italiana è preoccupante: Sarkozy ha una posizione più avanzata non solo del centrodestra ma addirittura - lamenta Angelo Bonelli - anche del Pd. Occorre dunque avviare una riflessione culturale sul centrosinistra». Da An, Alfredo Mantovano riporta l’attenzione su un nuovo appuntamento: «Il peggio del peggio è giungere, come si sta facendo, a contrapporre il Family day a un futuro Family Gay. Significa veramente non aver capito nulla di ciò che di straordinario è accaduto sabato scorso». Concorda il segretario Udc, Lorenzo Cesa: «Paragonare il Family Day al Family Gay è insensato.

La strada dei Dico è chiusa. Per la tutela dei diritti individuali ci sono altre soluzioni. Ma l’equiparazione tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali è una soluzione che non passerà mai». «La questione va regolata attraverso il codice civile che va, eventualmente, modificato», concorda il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, che invita «la maggioranza ad ascoltare il milione e mezzo di persone scese in piazza a San Giovanni a sostegno della famiglia».