Fandango si tiene stretti Ozpetek e Muccino

da Tavolara (Olbia)

Come col vino, anche al cinema esistono annate più o meno buone. Per Domenico Procacci e la sua casa di produzione Fandango il 2008 è stato semplicemente sensazionale. Così, dopo i trionfi di Caos calmo di Antonello Grimaldi e soprattutto di Gomorra di Matteo Garrone (i diritti dell'omonimo libro di Saviano Procacci li comprò sulle bozze consigliato da Goffredo Fofi) arriva anche la consacrazione del mensile Ciak che nella annuale e attesa classifica dei 50 che contano nel cinema italiano vede la scalata della Fandango dal ventesimo al sesto posto. A rivelarlo, visto che la top 50 uscirà nel numero di settembre, è la stessa Piera Detassis, direttrice del mensile nonché responsabile con il regista Antonello Grimaldi, del peculiare festival «Una notte in Italia», in corso sulla sarda e maestosa isola di Tavolara. Peculiare perché ogni anno riesce a portare centinaia di spettatori in barca su un'isola disabitata a vedere film italiani. Il che sa quasi di miracolo.
A celebrare Domenico Procacci, la cui Fandango produrrà i prossimi film di Ferzan Ozpetek e Gabriele Muccino e a gennaio compirà 20 anni di attività, sono arrivati gli amici registi, Antonello Grimaldi, Alessandro Baricco, Ferzan Ozpetek, Carlo Mazzacurati e gli interpreti di questi film, l'attrice feticcio Valeria Golino, Valentina Lodovini, Kasia Smutniak e anche Silvio Muccino che collaborò alla sceneggiatura di Come te nessuno mai diretto dal fratello Gabriele (una delle grandi scoperte di Procacci insieme a Emanuele Crialese).
Due gli incontri informali dedicati alla Fandango nello spazio Mini (storico sponsor della manifestazione) dal divertente titolo «Tutti gli uomini e tutte le donne del presidente». Dove il presidente è Procacci che, come sempre molto timido, subito si schernisce: «Non sono affatto contento di questo omaggio». E Baricco: «Il nostro è uno sgarbo affettuoso. Lui ora ne soffre ma poi torna a casa e sarà contento». Ecco allora che Mazzacurati lo definisce «più che un produttore un essere umano». Silvio Muccino ricorda: «Avevo 16 anni e lui ha avuto la folle idea di chiedere a me di scrivere un film sui miei coetanei». Valentina Lodovini quasi in estasi rivela: «Per me Domenico era qualcosa di molto lontano, un sogno». Grimaldi affettuoso: «Mi viene difficile considerarlo un produttore perché prima ancora è un amico». Baricco, neoregista di Lezione 21 che andrà al festival di Locarno, sottolinea: «Senza di lui non avrei mai fatto questo film così rischioso e difficile».
Tra tanto miele l'unica nota amara, ma piena d'umana ironia, è quella di Ferzan Ozpetek che, con Un giorno perfetto, è in predicato in queste ore per il festival di Venezia: «Però sul trailer e i manifesti Procacci rompe proprio le palle».