Fanghi, night club e 5 ristoranti L’hotel è un villaggio vacanze

I dipendenti in trasferta alloggiano tutti al «Landmark», cinque stelle nel centro della capitale. Prezzo base: 320 dollari a notte

«Landmark Hotel, dove la Cina incontra il mondo». Per fare una bella impressione. E passi che il gusto cinese in fatto di decorazioni da interno sia un po’ pacchiano, il lusso dei servizi aggiuntivi e l’incessante inchinarsi del personale di servizio val bene qualche placca dorata di troppo.
Per ventinove giorni, la mega struttura a cinque stelle nel centro di Pechino - 466 stanze e 248 appartamenti - ospiterà i dipendenti Rai in trasferta olimpica. Dovrebbero essere all’incirca 250 (non è stato possibile avere la cifra esatta dagli uffici di viale Mazzini che però hanno rivelato il nome dell’albergo scelto per la spedizione) tra giornalisti, tecnici, registi e amministrativi. Un piccolo esercito che potrà godere - a spese di «mamma Rai» - delle innumerevoli piacevolezze che il Landmark Hotel sa offrire ai suoi ospiti. E qui non stiamo parlando di tv satellitare o di servizio in camera a ogni ora: questa è robetta. Il Landmark mette a disposizione dei clienti lusso a 360 gradi, dalla sveglia all’ora di andare a dormire. Per la colazione si può scegliere tra quattro differenti bar, tutti all’interno del complesso dell’albergo: il «Lobby bar» (specializzato in torte e pasticcini), l’«Evergreen café» (menu di gusto internazionale, il posto migliore per una bella continental breakfast), l’onnipresente «Starbucks» e la raffinata «Tea House», dove assaporare la tradizione del tè cinese. Per pranzo la scelta si amplia: disseminati tra i 25 piani della struttura ci sono ben cinque ristoranti, dove poter mangiare in stile cinese, giapponese, francese e coreano. Sarà dura per i nostri connazionali senza la pizza. Al massimo potranno accontentarsi di uno spuntino veloce all’«Hard Rock Café» o al «Jackpot Café», due fast-food in salsa Usa e Honk Kong. Ma andare in video è un’operazione delicata, occorre sempre essere esteticamente a posto e riposati: cascano a fagiolo i due saloni da barbiere e parrucchiere, più il centro benessere con sauna, bagno turco e trattamenti con i fanghi. I più sportivi potranno divertirsi nella palestra, o nella piscina, o nella sala fitness, sempre senza uscire dall’albergo.
Non basta? E infatti non è finita: nelle ore buche tra un evento e l’altro le truppe Rai potranno svagarsi con una visita al centro commerciale interno dell’albergo (con tanto di golf-shop per i patiti del green) o decidere, qualora avessero un gusto particolarmente raffinato, di visitare la galleria d’arte, dove poter comprare qualche oggetto originale delle dinastie Ming e Qing. La sera infine, per riposarsi, niente di meglio che un bel night club. Sempre senza dover uscire dall’albergo.
Costo dell’operazione? Anche qui non possiamo che fare ipotesi, visto il muro di gomma davanti al quale ci siamo trovati. I numeri però ci sono, però: la stanza base costa 320 dollari a notte, la suite deluxe 550. Ventinove giorni al Landmark Hotel costa minimo più di 4.700 dollari, tremila euro, che moltiplicati per l’«esercito» italiano fanno almeno 750mila euro. La Rai avrà anche cercato di ottenere un prezzo forfettario, ma difficilmente avrà avuto uno sconto importante, visto che nessun albergatore applica sconti là dove sa benissimo che una stanza libera, in periodo olimpico, vale una fortuna.
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