«Come fanno a capire chi è di destra?»

Gioia Locati

L’elettore di centro-destra è riconoscibile? Lo si potrebbe immortalare mentre varca la soglia della cabina elettorale magari con l’intento malandrino di «boicottare» le primarie della sinistra? Abbiamo girato l’interrogativo a Paolo Sorbi, sociologo e studioso dei comportamenti metropolitani. «Assolutamente no - risponde -. Non lo si può capire. E lo dice uno che per più di vent’anni ha militato nelle file della sinistra. Non è più come una volta, oggi c’è una totale intercambiabilità sociale».
Com’era una volta?
«La moltitudine di sinistra era una moltitudine sfruttata. Oggi molti capitalisti e imperialisti sono dirigenti della sinistra europea. Nel giro di quindici-venti anni è sparita la differenza di classe».
Ferrante: si presenta più come uomo di destra o di sinistra?
«Per i motivi che ho detto - e guardando a quel che ha fatto - è assolutamente intercambiabile. Negli ultimi vent’anni c’è stata, su scala internazionale, una gigantesca trasformazione tecnologica e finanziaria che ha prodotto la fine dell’economia industriale. La classe operaia è finita, i metalmeccanici sono un simpaticissimo residuo sociale».

Fra i giovani trapela qualche differenza, si può capire il colore politico del gruppo di appartenenza?
«Neppure fra i giovani, il discorso è lo stesso. Faccio un esempio: chi difende il diritto alla vita è in buona parte a destra ma anche a sinistra. Penso che le vere differenze politiche oggi siano differenze culturali e non economiche».