Fanno satira su MaomettoL'odio islamico distruggesede della rivista a Parigi

Il settimanale <em>Charlie Hebdo</em> mette in prima pagina il Profeta (dopo averlo nominato direttore straordinario) e gli fa dire: "Cento frustate se non ridete". Assalto nella notte: una molotov distrugge la sede di Parigi

Dopo la Danimarca, adesso tocca alla Francia. L'integralismo islamico contro la satira: la sede parigina del settimanale francese Charlie Hebdo, oggi in edicola in un'edizione speciale dedicata alle elezioni in Tunisia, è stata distrutta in un incendio causato dall'esplosione di una molotov. La redazione è stata divorata dalle fiamme e dall'odio islamico fomentato dalla decisione del direttore di ribattezzare la testata del settimanale col nome Charia Hebdo (chiaro l'intento di fare il verso alla sharia islamica) e di nominare Maometto "direttore straordoinario" in occasione del numero di oggi e allo scopo di "festeggiare la vittoria" del partito islamico Ennhadha in Tunisia.

La comunità islamica francese non deve aver gradito l’ultima provocazione del settimanale satirico. "Volevamo festeggiare degnamente la vittoria del partito islamico di Ennahda in Tunisia - spiegano dalla redazione del Charlie Hebdo - e la promessa del Cnt libico di rendere la sharia la principale fonte legislativa in Libia". Nei giorni scorsi la redazione aveva fatto sapere di aver proposto a Maometto di assumersi l'incarico di redattore capo straordinario: "Il Profeta ha accettato senza farsi pregare, cosa di cui lo ringraziamo". Per l'occasione - appunto - straordinaria è stata anche cambiata la testata del giornale in Charia Hebdo e posto in copertina un Maometto, visibilmente soddisfatto, che assicura: "Cento frustate se non morirete dal ridere". Non solo. Nell’ultima pagina, che solitamente accoglie le copertine alternative, compare un Maometto che, indossando un naso da clown, assicura: "Sì: l’Islam è compatibile con una risata".

Sin da subito l'intelligence francese aveva fatto sapere che l'iniziativa rischiava di creare forti polemiche. Non è, infatti, la prima volta che il settimanale satirico finiva nel mirino dell'integralismo islamico: nel 2006 era stato denunciato da alcune organizzazioni islamiche per aver pubblicato, anche in quella occasione, alcune vignette sul Profeta considerate oltraggiose. Le stesse immagini che erano state, originariamente, pubblicate sul quotidiano danese Jyllands Posten. Allora aveva causato solo polemiche, questa notte una violenta rappresaglia nella sede del giornale. L’incendio, divampato "intorno all’una del mattino" a causa di una molotov, è stato subito domato dai vigili del fuoco. Fortunatamnte "non ha provocato alcun ferito". Ad ogni modo il primo ministro francese, Francois Fillon, ha subito espresso "indignazione" per il violento attacco. "La libertà d’espressione è un valore inalienabile della nostra democrazia - ha spiegato Fillon in un comunicato - e qualsiasi minaccia alla libertà della stampa deve essere condannata con la più grande fermezza. Nessuna causa può giustificare una azione violenta".