Il fantasma Molleggiato è l’incubo di Sanremo

Da mattatore a mina vagante: mentre lui convoca e annulla conferenze stampa, gli altri temono un suo nuovo intervento

Insomma, sembra il fantasma dell’opera. L’opera è ovviamente il Festival di Sanremo e il fantasma è quello di Celentano. Finora si è materializzato una sola volta, lunedì sera all’Ariston, facendo tremare tanti, dal Vaticano fino alla Corte Costituzionale, e arrabbiare tutti gli altri.
Arriverà domani, con un altro show nello show. E forse stasera, ma solo in collegamento dal suo albergo. Così si dice. Per il resto svolazza, promette o fa promettere apparizioni. E tiene tutti con il fiato sospeso. Ma niente. Ieri ad esempio. All’ora di pranzo il direttore artistico Gianmarco Mazzi ha annunciato che il Noleggiato (definizione di Luca e Paolo) avrebbe incontrato oggi la stampa. Eventone. La prima conferenza di Celentano da chissà quanto, a parte l’eccezione della Mostra di Venezia del 2008. Sostanzialmente il roof dell’Ariston sarebbe diventato chez Adriano, una specie di ring: giornalisti (pensate a quelli di Avvenire, cui lui ha appena augurato di perdere il posto di lavoro) contro il divo, anzi il guru, anzi l’opinionista anche se non è chiaro a chi questo (gigantesco) cantante possa far cambiare opinione. Momenti di euforia: i giornalisti non vedevano l’ora. E di panico: di Celentano soprattutto.
In poche parole, dopo la comunicazione urbi et orbi, all’interno del Clan allargato è iniziato un ping pong di opinioni, pensieri, paure. Vado, non vado, forse sì o forse meglio di no. Alla fine Adriano Celentano ha sostanzialmente fatto il ragionamento che sempre più spesso faranno i divi: la tv non fa domande. Meglio andare davanti alle telecamere mute che agli incontrollabili giornalisti. Magari loro fanno troppe domande, e magari fanno quelle sbagliate, peggio ancora. Oppure piegano le risposte ai loro comodi, e anche questo si sa che succede abbastanza spesso. In ogni caso, sono state tre ore che nemmeno alla Consulta o in Vaticano, giusto per citare due degli ultimi obiettivi di Celentano. Telefonate. Tante telefonate. Urla. Tante urla. E poi il nulla di fatto. Niente conferenza. Niente domande. Solo telecamere.
In metà pomeriggio, Celentano ha censurato se stesso. Così pare. Ha fatto ai suoi pensieri quello che vorrebbe facessero all’Avvenire: li ha zittiti. Intorno alle 16 ha annullato la (presunta) conferenza stampa. E poco dopo è salito in auto con sua moglie Claudia Mori e ha fatto pochi chilometri fino ad Arma di Taggia. Sole meraviglioso. Temperatura che a Milano se la sognano. L’ideale per una passeggiata in riva al mare. E così la coppia più bella del mondo ha iniziato a fare due passi giusto all’ora del tè. Ma è durata poco perché in fondo Celentano è sempre Celentano e non passa inosservato anche se veste un pastrano grigio e un cappellaccio a coprirgli la fronte. Prima qualche decina. Poi addirittura cinquecento persone a circondarlo. Adriano di qui. Adriano di là. Adriano è meglio andare. Un’ora dopo era di nuovo chiuso nella sua stanza all’hotel Globo, proprio a due passi dall’Ariston. E da lì è iniziata la seconda puntata quotidiana del Tiramolleggiato, le celentaneide che colora questa edizione del Festival.
«Ero molto divertito dall’idea di incontrare i giornalisti ma poi ho pensato che in fondo era sufficiente apparire in tv per far capire al pubblico cosa davvero penso» ha detto secondo quanto riportano i soliti bene informati. Figurarsi il putiferio dietro le quinte del Festival di Sanremo. «A scanso di qualsiasi equivoco o strumentalizzazione si precisa che Adriano Celentano aveva deciso in mattinata di fare una conferenza stampa comunicandolo a Gianmarco Mazzi. Successivamente nel pomeriggio Adriano ha cambiato idea», precisa l’ufficio stampa del Clan Celentano. Una tempesta in un bicchiere d’acqua. Un incontro stampa annullato, capirai. Eppure, quando c’è Celentano di mezzo, succede anche questo. E tutto il suo calvario al Festival di Sanremo è puntellato da fermate piene di equivoci. A partire dall’annuncio della sua partecipazione, che avrebbe mandato su tutte le furie il direttore generale Lorenza Lei che, a quanto sembra, non aveva ancora ricevuto conferma definitiva. E poi la trattativa, puntellata oltretutto dalla fuga di sms compromettenti che hanno messo in pericolo la partecipazione del «Noleggiato» (sempre Luca e Paolo).
Infine questo Festival che va come si sta vedendo, con un Celentano che fa spettacolo anche senza esserci. Certo dipende poi se lo spettacolo piace. Oppure no.