Il fantasma di Scalfaro

Io continuo a non capire da che punto in poi si è stabilito che in Italia i presidenti delle Camere debbano avere tutto questo potere politico e istituzionale (ciò che un tempo non avevano) mentre i presidenti della Repubblica viceversa no, da un certo punto in poi si è stabilito che dovessero essere dei santini da parabrezza, dei patroni della nazione, dei nonni super-partes, extra-partes, fuori dai giochi, fuori dalla politica, fuori da tutto, icone di un’italianità sobria e temperatissima che di questo passo porterà al Quirinale chessò, Renzo Arbore. Spero che non verrò tacciato di vilipendio se mi permetto di osservare che Carlo Azeglio Ciampi era stimato più che altro per sottrazione, che il metodo Ciampi era in sostanza un’assenza di metodo, una medietà che sta all’equilibrio esattamente come vi sta il perfetto immobilismo, e che una sua rielezione aveva una sua opportunità politica (certo) e tuttavia avrebbe rappresentato una classica non-soluzione all’italiana. Niente di male se il prossimo Presidente della Repubblica fosse il più rappresentativo possibile: ma in Italia la stima incondizionata e le ampie convergenze coincidono il più delle volte con un'assenza assoluta di peso, sono i tuoi nemici a dire chi sei. In Italia i peggiori presidenti della Repubblica non sono quelli che hanno fatto politica, ma quelli che al momento opportuno non hanno saputo farla e soprattutto difenderla.