Il fantasy italiano alla conquista del mondo (reale)

Troisi, Rizzo e Strazzulla vendono milioni e lanciano, per la prima volta, i nostri editori in un mercato "fantastico"

Troisi, Rizzo, Calenda contro J.K. Rowlings, Paolini (californiano, a dispetto del cognome), Pullman. Sono gli autori italiani di fantasy contemporaneo - quello “tradizionale”, che discende in linea diretta da Tolkien, per capirci, e ancor prima dalla mitologia, nordica soprattutto - arrivati insieme in libreria per lo shopping prenatalizio con i loro ultimi successi, pronti a battere sul piano delle vendite e del successo i megaseller internazionali. E forse non tutti sanno che potrebbero farcela. Perché la verità è che il fantasy nostrano, seppur se ne parla poco, si vende molto. I lettori sono eterogenei, scordatevi le torme di ragazzini assatanati di videogame. Tra i fan si annidano moltissimi adulti, come ci confermano gli editor, tra cui manager cinquantenni, studenti universitari e casalinghe.
E anche le biografie dei narratori più venduti nascondono formazioni e occupazioni parallele insospettabili. Licia Troisi, classe 1980, l’autrice italiana di fantasy più venduta al mondo, che ha da poco superato i due milioni di copie ed è tradotta in 18 paesi, grazie soprattutto alla sua tripla trilogia di Cronache, Leggende e Guerre del Mondo Emerso (il nono, attesissimo volume conclusivo, Gli ultimi eroi (pagg. 392, euro 18), è in libreria da pochi giorni per Mondadori, insieme all’illustrato Guerrieri e creature) e alla Ragazza Drago, è un’astrofisica, ricercatrice all’Università di Tor Vergata, che quando non si occupa di elfi, guerrieri e fanciulle dagli occhi viola studia i metodi per calcolare età e contenuto di elio degli ammassi globulari. Roberta Rizzo, che con lo pseudonimo “Moony Witcher” ha anch’essa superato i due milioni di copie solo in Italia sempre per la scuderia Mondadori, è tradotta in 30 paesi e arriva ora in libreria con il secondo libro della saga di Morga la Maga del vento, Il deserto di Alfasia (pagg. 396, euro 16), nonostante riesca a popolare i suoi successi di sogni infantili, «Imperaleggi», mamme coraggiose e parti in sanscrito, è una cronista di nera che inventa i suoi mondi di notte e nei giorni di riposo.
Per non parlare della nuova scommessa Einaudi, esordiente assoluto Fabio Calenda, che da ieri è in libreria con il suo fantasy storico La porta del tempo (pagg. 372, euro 20): è un professionista di mezza età, economista, che ha diretto gli studi finanziari e la formazione in una banca di investimento e che per caso, durante un viaggio in Grecia, nell’isola di Siros, ha partorito Robert Zardi, il protagonista di quella che si avvia ad essere una nuova interminabile saga incentrata sugli Asterii, scomparsi da tempo, e ambientata nella Grecia di Omero, Agamennone e Ifigenia, mescolando gli ingredienti della magia e dei «mondi», tipici del genere, con la mitologia.
Stile Libero, la collana Einaudi che ospita Calenda, è la stessa dell’esordio kolossal Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla nel 2008, quando l’autrice aveva 17 anni: un nome da centomila copie, un caso editoriale da 40mila solo in Germania. «Si parla sempre di noir e giallo italiano ma è giusto sottolineare che ci sono anche altri fenomeni di genere che hanno i numeri per produrre dal bestseller al prodotto di nicchia e vanno esplorati da editori che vogliano fare ricerca senza il naso all’insù», ci racconta Luigi Briasco, ora editor Einaudi dopo cinque anni in Fanucci, dove di fantasy ne ha «masticato parecchio». «In Einaudi abbiamo cominciato in modo quasi casuale, senza l’idea di una vera e propria linea. Ma il fantasy italiano, al di là del fatto che segua i modelli di una letteratura a formula, è di altissima qualità, richiede talento notevole ed è, senz’altro, meno seriale rispetto a quello anglosassone. Chi scrive, in Italia, è lettore di fantasy, ma poi sviluppa un suo percorso rispetto ai modelli internazionali. Questo è quello che ci ha convinto a insistere e ad entrare in una nebulosa di genere». Per il 2011 in progetto altri due titoli Stile Libero, ad aprile e a ottobre - uno firmato dall’esordiente ventenne Giulia Besa. Nel frattempo, per chi voglia conoscere le firme nostrane di genere prima che entrino in classifica, in questi giorni in libreria anche Stirpe angelica (Edizioni della Sera, 12 euro), antologia di quindici racconti delle firme italiane del fantasy.