«Farò di Abbiategrasso una nuova città sul modello Pirellone»

Roberto Albetti, il candidato sindaco: «Sarà una svolta»

«Facciamo vincere Abbiategrasso. Albetti sindaco». Slogan che è tutto un programma, quello della Cdl pronta a mandare a casa la giunta di sinistra. A guidare la Casa delle libertà è Roberto Albetti, 62 anni, vicepresidente del consiglio provinciale e già vicesindaco del comune abbiatense. Dal 1998 Albetti è componente della segreteria particolare del presidente Roberto Formigoni.
Esperienza umana e politica che mette in gioco per “far vincere Abbiategrasso”.
«Dobbiamo e vogliamo rafforzare la collaborazione di Abbiategrasso con la Regione Lombardia, con la Provincia e con gli altri enti istituzionali. Dobbiamo e vogliamo porci come centro strategico per le politiche che interessano il nostro territorio».
Messaggio chiaro per una città che ha subito il malgoverno della sinistra...
«La giunta di Alberto Fossati è sempre stata divisa e rissosa, la sinistra radicale ha fatto da padrona. Risultato? Trascuratezza amministrativa e un lungo elenco di risposte mai date ai cittadini. Abbiategrasso merita quindi una svolta radicale».
Qual è la svolta concreta che la Cdl offre agli elettori di Abbiategrasso?
«Un cambiamento che porti la città ad essere leader del territorio e, come già detto, centro strategico per le politiche provinciali e regionali che interessano la nostra zona. Ma è pure importante introdurre e sviluppare una nuova progettualità politica applicando veramente il principio della sussidiarietà e che noi abbiamo nel Dna».
Vuol dire riportare la persona al centro dell’attenzione della politica?
«Sì, è il modello sperimentato dalla giunta Formigoni. Esempio da seguire per innovare il modo di interpretare e per rispondere ai bisogni dei cittadini».
Cambiamento di marcia che il 27 e il 28 maggio comincia con il voto. E prosegue, parlando per slogan, realizzando una «Abbiategrasso bella da vivere»...
«Ma anche “da rimettere al centro”, “a misura di famiglia”, “sicura di sè” e con un’economia “da far ripartire”. Il rilancio dell’imprenditoria locale è possibile rinsaldando il legame con la Grande Milano, recuperando il governo delle infrastrutture. Impegni da declinare pure con il ridisegno della viabilità interna, dei parcheggi e la condivisione di tutti i problemi rimasti senza soluzioni da anni».