«Farò un viaggio tra i sentimenti»

Alla Milanesiana per la prima volta. Come ci è arrivato?
«Ho incontrato Elisabetta Sgarbi con Rosaria Carpinelli, la mia editor e ci ha colpito subito l'argomento della serata».
Il titolo previsto per il 4 luglio è «L'Assoluto a raggi X». Che significa?
«Sarò sul palco con il Nobel Giacconi. Lui parlerà di astrofisica, del cielo fuori di noi. Io di assoluto nei sentimenti, il cielo dentro di noi».
La sua performance si chiama «Credo in dio e altre frasi impronunciabili». Lei è attore, scrittore, drammaturgo e poeta. In scena che farà?
«Porterò cinque pezzi inediti che formano un excursus. Si parte da un approccio stupido, che non promette niente di buono, per passare alla scoperta dei sentimenti in un bambino. Quindi una parte poetica in umbro, poi il sentimento dell'ora brutale, cioè l'approssimarsi della morte. E per finire l'Assoluto a raggi x, cioè il corpo di una donna».
Con lei ci sarà un videoartista, Sebastiano Mauri.
«L'ho conosciuto a New York. In Europa è diventato celebre per un video sull'amore. Anche lui porterà video inediti. Una performance irripetibile».
Lei, che è nato a Ponte San Giovanni, un piccolo paese umbro. esordisce anche come milanese.
«Mi sono trasferito a Milano da sei mesi, sui Navigli. Ero convinto che questa fosse una metropoli fredda e inospitale».
E invece?
«Invece ho ritrovato gli odori e le abitudini di un paese. Il ristorantino di una signora sarda dove vado a pranzo, il sushi davanti a casa che mi porta da mangiare».
E come si vive?
«È meglio di Roma perché è più piccola e se hai una buona idea non devi fare tutta la trafila pachidermico-istituzionale della capitale. Gli spazi fisici e mentali si creano con più facilità. C'è qualcosa qui che brucia più velocemente. Tutto è un pochino più chiaro. E questo mi costringe a scrivere molto di più».
E i rapporti umani?
«Milano è più cattiva. Ma questo vuol dire che è meno falsa. Non fa finta di sorriderti. Però se la fai sorridere, poi si apre».
Allora non è una città grigia e brutta?
«Questo lo dicono i milanesi. E a me viene da dirgli: ma non la conoscete proprio. Oppure sono mosci. Perché Milano è poco puttana, poco accomodante. Quindi, ti sveglia».