Far West al parco di Colle Oppio e niente parcheggi

Simone Turchetti

È una specie di terra di nessuno in pieno centro, un Far West con vista sul Colosseo. È il parco di Colle Oppio. Non passa giorno senza che questo giardino sia teatro di un episodio di cronaca: qui a metà agosto una gang di sette extracomunitari sbandati ha sequestrato e violentato per quattro giorni una donna italiana. Ma sono pane quotidiano anche aggressioni e risse tra gli immigrati che popolano la zona, diventata negli anni un «parcheggio» di chi lavora a giornata al soldo dei “caporali”. E con i disperati, prosperano le attività illecite. Basta leggere i giornali dell’ultima settimana: lunedì della settimana scorsa gli agenti del commissariato Esquilino hanno arrestato due stranieri, in possesso di cocaina. Giovedì una nutrita pattuglia dello stesso commissariato ha identificato 53 persone; tra queste, dodici immigrati sono stati arrestati per mancato adempimento dell’ordine di rimpatrio, mentre un somalo è finito in manette perché inseguito da un ordine di cattura. Dulcis in fundo, domenica sono stati danneggiati i lucchetti dei cancelli che chiudono il parco la notte, da quando è avvenuta la violenza sessuale di cui si diceva. I cittadini dei rioni Monti ed Esquilino si stanno però organizzando contro il degrado. Chiedendo in primo luogo sicurezza. «Le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma una pattuglia che passa ogni tanto non basta». Federico Fiorucci è il presidente del comitato dei cittadini di Monti. Racconta lo stato d’abbandono del parco: «Ogni tanto la polizia compie un blitz ma anche se ferma dieci immigrati irregolari, il giorno dopo a bivaccare nei giardini ce ne sono il doppio. E tante risse non sono denunciate perché avvengono tra clochard o tra stranieri, riluttanti a farsi vedere in un commissariato». Ma i cittadini hanno anche altre richieste. «Nel rione ci sono molti veicoli abbandonati che vanno rimossi» spiega Fiorucci, che aggiunge: «Al telefono i vigili urbani non si riesce a contattarli. Risponde sempre il centralino automatico, che ci mette in attesa». Inoltre, i comitati protestano perché, da quando sono iniziati i lavori in via Labicana e nelle vie vicine, trovare un posto per l’auto è impossibile, se non “sconfinando” nei rioni Esquilino e Celio. Ma ci vorrebbe l’estensione temporanea del permesso di parcheggio per i residenti a queste zone; estensione che non si riesce a ottenere, malgrado i contatti con il Municipio I, l’assessorato comunale, i vigili urbani e la Sta. «Tante rassicurazioni ma nessun gesto concreto» lamenta Fiorucci. Tra le proposte dei comitati per risolvere il “dramma del parcheggio”, c’è la trasformazione in rimessa di una caserma dell’Esercito in via Labicana, 15-18mila metri quadrati in disuso da oltre dieci anni. «Ma la segnalazione al ministero della Difesa è caduta nel vuoto». Anche per questo Fiorucci annuncia «l’apertura di una stagione di proteste».