Le Farc: nessun rilascio unilaterale della Betancourt

In una intervista "Camilo", uno dei capi dei guerriglieri comunisti colombiani, ha avvertito sarkozy: Ingrid libera ma solo dietro contropartite. Peggiorate condizioni di salute dei prigionieri che vengono trasferiti ogni due o tre giorni

Parigi - Intervista a un capo dei guerriglieri «Camilo» Roma, 11 dic. (Apcom) - In un’intervista concessa a caldo a due registi francesi, un importante comandante della guerriglia colombiana ha scartato qualsiasi ipotesi di rilascio unilaterale di Ingrid Betancourt, in risposta al messaggio di Nicolas Sarkozy della settimana scorsa. Il capo del commando afferma inoltre che le condizioni di salute degli ostaggi sono peggiorate negli ultimi mesi.
Due documentaristi, Philippe Lobjois e Gilles Perez, - scrive oggi Liberation - hanno filmato la reazione di un capo guerrigliero nel momento in cui la televisione colombiana diffondeva il messaggio del capo di stato francese. «Camilo», comandante di una unità di «élite» delle Farc, la colonna Teofilo Forero, parla con l’autorizzazione dei suoi superiori gerarchici. Ringrazia Nicolas Sarkozy di essersi rivolto «con rispetto» al suo «leader storico» (Manuel Marulanda, ndr.). Ma esclude qualsiasi ipotesi di liberare senza contropartita l’ex candidata alle presidenziali della Colombia, ostaggio delle Farc dal febbraio 2002. «Qualsiasi tipo di rilascio avverrà nel quadro di un accordo negoziato» e globale.
Secondo «Camilo», le condizioni di detenzione dei 45 ostaggi politici e militari, fra i quali Ingrid Betancourt, sono peggiorate negli ultimi sei mesi. I prigionieri vengono «spostati ogni due-tre giorni» e talvolta devono essere incatenati. «Facciamo il possibile per salvaguardare la loro vita, è nel nostro interesse», assicura Camilo. Ma conferma che i guerriglieri hanno l’ordine preciso di giustiziare gli ostaggi piuttosto che farli liberare dall’esercito.