Fare cassa non risolve i problemi

Nella situazione di forte conflittualità e disinformazione che Genova sta vivendo in vista della partenza delle famigerate «zone blu», la nostra associazione ha voluto offrire un contributo organizzando un incontro con l’assessore Arcangelo Merella e il direttore di Arpal Imperia Stefano Maggiolo. Il motivo che ci ha spinto è stato non certo quello di fare i «collaborazionisti» ma quello di offrire spazio per avere delucidazioni e per capire cosa ha spinto il comune a prendere queste iniziative. Dopo che Maggiolo ha evidenziato che la situazione di inquinamento atmosferico impone di intervenire, Merella ha iniziato a motivare il sistema Zone Blu come l’unico mezzo in grado di fare diminuire drasticamente il numero di auto in circolazione. A questo proposito ha evidenziato che già il 75% delle persone che si muovono in città utilizzano il mezzo pubblico. Continuando il suo ragionamento ha posto il 2010 come termine in cui il sistema bus - metro - treno dovrebbe prendere il definitivo controllo della situazione. Tutto questo con un sistema di parcheggi che riesca a coprire le problematiche. Motivazioni che possono essere condivisibili ma che si scontrano con le esigenze di chi si deve muovere o per lavoro o per andare a trovare un degente all’ospedale. Motivazioni per la cui soluzione non basta l’impegno di Merella ma che hanno bisogno di una risposta del sistema. Questo vuole dire che se le zone blu sono accompagnate da un impegno delle strutture ospedaliere a creare parcheggi interni, dalla presenza di un servizio pubblico rinnovato ed efficiente, da una chiarificazione del ruolo della metropolitana e da una politica fiscale che affronti il tema delle famiglie possiamo veramente «vedere la luce». In questo modo si sposterebbe il discorso da querelle fra l’assessorato al traffico e i cittadini a un patto cittadino fra chi amministra e chi è amministrato. Un patto che in nome del bene comune attui una politica fiscale che tenga conto della composizione numerica e qualitativa (handicappati, anziani) del nucleo famigliare, di una politica dei trasporti che stia attenta a non trasformare operazione di privatizzazione (vedi Amt-Trasdev) in «vendite in saldo», di una politica culturale e sportiva che tenga conto delle esigenze dei genovesi, di una politica economica che punti allo sviluppo. In questo modo le scelte, anche più controverse, non verranno più viste come un ulteriore modo di «fare cassa» ma come un tassello necessario alla rinascita della nostra città.
Segretario Associazione Il Volano