«Ma per fare cessare gli assalti servono armi pesanti a bordo»

Gli spari tengono lontani i banditi

«Il lieto fine della vicenda Montecristo dimostra che gli addetti alla sicurezza a bordo e i sistemi di difesa passiva funzionano. Ma per far cessare gli attacchi dei pirati alle navi mercantili italiane nei mari a rischio non bastano». Carlo Biffani, direttore generale della Security consoulting group, è un esperto di sicurezza e intelligence. Conosce personalmente due dei contractor della Montecristo, Alessio Mascherano e Carlo Di Folco.
Le difese passive sono diffuse sulle navi commerciali?
«Nelle aree pericolose quasi tutte le hanno, proprio perché è l’unica contromisura finora prevista, visto che gli addetti alla sicurezza non sono armati».
Di cosa si tratta esattamente?
«La “Panic room”, o cittadella, è la più importante. È una stanza blindata in cui l’equipaggio si può rifugiare e da dove è per lo più possibile comandare la nave e comunicare con l’esterno. Sulle pareti esterne della nave inoltre c’è il filo spinato, che impedisce ai pirati di arrampicarsi, e sul ponte si trovano idranti e disturbatori acustici che tengono lontani gli assalitori. Tutte misure utili a rallentare l’avanzata dei pirati, ma non a evitarla».
Di cosa ci sarebbe bisogno in aggiunta?
«Si è finalmente capito che sono necessarie le armi a bordo, come già succede per i mercantili spagnoli con buoni risultati e come già accade per le imbarcazioni che scortano i nostri. Mi riferisco ad armi da guerra, fucili semiautomatici e automatici di calibro adeguato: se sparo un colpo in acqua, i pirati devono capire chiaramente che sono armato. Anche i fucili infatti servono da deterrente, in attesa che arrivino i soccorsi».
Contractor armati quindi?
«La legge appena approvata dal governo prevede squadre di militari delle forze speciali della Marina a disposizione degli armatori, per difendere equipaggi e carichi dagli assalti. Entreranno in azione a fine mese, saranno naturalmente armate e pagate dai proprietari delle navi. Per quanto riguarda invece le guardie private, non è ancora chiaro se potranno operare al pari dei militari».
Che armi hanno i pirati?
«Viaggiano su barchini, hanno mitragliatori, kalashnikov, lanciagranate Rpg».
Perché navi come la Savina Caylyn hanno una sorte diversa dalla Montecristo?
«Se il blitz non parte subito, purtroppo cominciano lunghi negoziati. Ed è tutta un’altra storia».