Fare mente locale sul posto dell’anima

L’anima come coscienza di sé (o incoscienza e malattia), insieme di emozioni, paure, desideri, temperamento, è solo l’esito di reazioni chimiche ed elettriche nel nostro cervello? Quale macchina meravigliosa, il cervello, che noi usiamo in minima parte anche quando «pensiamo» di prendere una decisione razionale! Il cervello, cioè l’anima, sa ingannarci: ricostruisce, fa quadrare le cose, reinventa, quando non va oltre. Le connessioni tra neuroni si alterano, l’ippocampo elabora male le informazioni da mandare alle zone della corteccia. E sono pasticci: psicopatie, depressione, delirio. Eduardo Punset, ne L’anima è nel cervello (Tropea, pagg. 312, euro 16, trad. Luisa Cortese) ce ne fa un bel quadro, e si chiede: come avrebbe dipinto Van Gogh se avesse preso il Prozac?