FareFuturo lancia una provocazione alla Lega: "Ora rinunci alla indipendenza della Padania"

Il periodico online
della Fondazione Farefuturo invita i vertici del Carroccio a "rinunciare" all'articolo 1 dello Statuto che recita: "Il movimento ha per finalità il conseguimento dell'indipendenza
della Padania". Il direttore Rossi: "E' stucchevole"

Roma - "Cari amici leghisti, invece di pensare a cancellare il 2 giugno, perché, con un impeto di coerenza, non cancellate voi il vostro articolo 1? Anche perché il gioco di invocare un'immaginaria Repubblica indipendente Padana e poi di servire in grisaglia quella vera, italiana, rischia di diventare, anche per le camicie verdi più fedeli, davvero stucchevole".

A lanciare la provocazione è Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, il direttore Filippo Rossi, riferendosi all'articolo 1 dello Statuto leghista che recita così: "Il Movimento politico denominato Lega Nord per l'indipendenza della Padania, costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". "I leghisti - continua Rossi - hanno il pregio di parlar chiaro, su questo non ci piove. Spesso si tratta di provocazioni, è vero. 'Sparate' magari un po' folkloristiche. Uscite adatte a qualche simpatica sagra nordica, più che riflessioni adatte a delineare il futuro del paese. Ma le parole contano. E queste parole, che forse rappresentano una provocazione, sono però in palese e stridente contrasto con le parole che hanno gettato le fondamenta della nostra Repubblica, che è una e indivisibile".

"Sono in evidente contrasto con la Costituzione su cui i ministri leghisti hanno giurato solennemente, sotto il segno del Tricolore". "Ma - prosegue l'articolo - si tratta di un gioco, questo della Lega, ormai 'scoperto'. E che non preoccupa più di tanto. Si tengono buoni gli istinti secessionisti con qualche ’contentinò, e intanto si fa politica sul serio, magari proprio sul palcoscenico della Roma ladrona. E allora ecco che Matteo Salvini (il re dei 'contentini') si fa immortalare con magliette che precisano che Padania is not Italy, canta canzoni antinapoletane, boicotta la candidatura romana per le Olimpiadi del 2020, e arriva a chiedere il taglio del 2 giugno per fare un pò di cassa. Sì, proprio così: eliminare la Festa della Repubblica per motivi di bilancio, tanto 'in pochi si accorgeranno della celebrazione visti i tempi'". Provocazione a cui, secondo Ffwebmagazine è "inutile anche solo replicare", se non con la richiesta provocatoria, appunto, di cambiare il proprio Statuto.