«Faremo boicottaggio sotto le loro finestre»

Al grido di «Invece di far feste, prima i Savoia chiedano perdono», torna puntuale la protesta del Movimento indipendentista ligure guidato da Franco Bampi e Vincenzo Matteucci che invita le istituzioni locali a boicottare la festa del principe Pallavicino in onore di Vittorio Emanuele e della sua famiglia. E a partecipare, invece a una contromanifestazione di protesta proprio sotto le finestre dove sono ospitati per la loro vacanza genovese.
«Il loro avo, Vittorio Emanuele II ha fatto enormi torti alla città di Genova - tuonano Bampi e Matteucci -. Il MIl fa presente che i Savoia non hanno ancora chiesto perdono e risarcito gli enormi danni arrecati alla città di Genova con il saccheggio del 1849, autorizzato dal loro avo». Per questo motivo il MIl «invita caldamente le istituzioni genovesi e liguri, Comune, Provincia e Regione, e i rappresentanti del popolo deputati e senatori a non accettare inviti alla festa con trecento invitati nel palazzo Pallavicino di piazza Fontane Marose ed invece di essere presenti alla nostra manifestazione di protesta che il Mil ha organizzato per mercoledì 3 maggio dalle 14 alle 24 in piazza Fontane Marose, regolarmente autorizzata». Il Mil non ammette alcuna concessione ai discendenti di Vittorio Emanuele II: la comunità genovese non può accogliere i Savoia con cordialità, dicono Bampi e Matteucci , i genovesi non possono dimenticare che «nell'aprile del 1849 Genova dovette subire la durissima repressione condotta dal generale La Marmora per incarico del Re sabaudo Vittorio Emanuele II. Tale repressione, spessissimo ignorata dai libri di storia, è nota a Genova col nome di “Sacco di Genova“».