«Faremo il Quarto grado dei casi delle persone scomparse»

MilanoNon è ancora autunno ma è già tempo di rabbrividire, almeno davanti alla tv. Torna Quarto Grado, il programma di Retequattro dedicato ai grandi casi di cronaca nera che hanno sconvolto l’Italia. Da stasera in prima serata sarà di nuovo il giornalista Salvo Sottile con al suo fianco Sabrina Scampini ad accompagnarci alla scoperta di delitti mai risolti che a decenni di distanza si riaprono con nuovi indizi, di sparizioni inspiegabili.
Non mancheranno le novità, a partire dallo studio, la cui scenografia è stata rinnovata e modificata per essere più moderna e dinamica, con un touch screen interattivo su cui mostrare materiali e documenti. Ma il vero cambiamento riguarda i contenuti, perché maggiore attenzione sarà data, rispetto alla precedente edizione, ai casi di persone scomparse. Il tema caratterizzerà la nuova stagione del programma. «Che non avrà però, da questo punto di vista - spiega Sabrina Scampini, che in passato ha lavorato anche a Verissimo e Studio Aperto - il taglio che può avere una trasmissione storica come Chi l’ha visto. Loro hanno l’obiettivo di ritrovare le persone di cui si sono perse le tracce, mentre noi ne abbiamo uno diverso: quello di raccontare le loro storie».
Quarto Grado spera di replicare il successo di pubblico ottenuto l’anno scorso. «Saremo affiancati anche in questa edizione da esperti della materia, tra cui il criminologo Massimo Picozzi e l’ex generale del Ris di Parma Luciano Garofano - spiega il conduttore Salvo Sottile, cronista che ha seguito in prima persona i grandi casi di cronaca degli ultimi vent’anni e che è stato volto del Tg5 -. Questo non cambierà, così come non cambierà l’assenza di giudizio e di presa di posizione sulle storie».
La prima puntata non deluderà gli amanti del «noir». Al centro dei casi affrontati domenica ci saranno le violenze sulle donne, che anche quest’estate hanno sconvolto per la loro efferatezza e per il loro numero. Saranno raccontate le storie di Ramon Berloso, meglio conosciuto con il soprannome di «killer della balestra», reo confesso dell’omicidio di due escort e morto suicida in carcere ad agosto, e di Gianfranco Stevanin, tra i più feroci assassini italiani, ancora recluso dal '94 per aver soffocato sei donne durante atti di sesso estremo. «Il successo registrato dal programma, molto più giovane di altri che trattano gli stessi temi - spiega Sottile - dipende dal fatto che raccontiamo le storie con calma. La cronaca quotidiana, nella sua concitazione, spesso tralascia i dettagli: ma sono proprio questi che appassionano il pubblico, che ci segue come se leggesse un romanzo giallo. Romanziamo perché raccontiamo storie, aggiungendo man mano elementi e fornendo dettagli sino a giungere alla chiave del giallo, ma parallelamente approfondiamo perché chiediamo l’opinione degli esperti ed entriamo nel vivo delle storie dando loro cuore e umanità».