Le farfalle azzurre scelgono Desio per volare a Pechino

Quanto dista Desio da Pechino? Otto ore. Non di cammino e nemmeno di volo, otto ore di allenamento al giorno, tutte le settimane, da ottobre a giugno. C'è un’Italia che prepara le Olimpiadi del prossimo agosto nell'ombra lunga dalla metropoli: è quella della ginnastica ritmica, pilotata da un’allenatrice milanese, Emanuela Maccarani, nata al Gallaratese, qualità buone per la danza classica dirottate da bambina sulle pedane. Si può dire l’età di una signora? Sì, ad esempio se aiuta ad apprezzarne il valore: la Maccarani, classe 1966, aveva 14 anni quando ha cominciato a gareggiare in nazionale; 30 quando è diventata allenatrice delle azzurre. Oggi, invece, ne ha 34. Non di anni, di medaglie vinte con l'Italia, fra cui un argento ai Giochi di Atene 2004, un oro e due argenti ai mondiali di Baku nel 2005: «Sono fortunata, ho dato cento, ho ricevuto cento. In altri sport il rapporto fra risultati e benefici economici è diverso ma io mi sento gratificata come l’amministratore delegato di una multinazionale».
La ritmica è tecnica, capacità espressiva, perfetta sincronia di squadra e pure uno di quei miracoli dello sport italiano di cui purtroppo ci si accorge solo il giorno dei risultati memorabili. La Maccarani plasma un gruppo che a Pechino sfiderà russe, bielorusse e bulgare e conta cinque titolari su sei già presenti ad Atene, «crema» di un movimento segnalato in crescita. Ma far parte delle «farfalle d’argento» è impegno che pretende devozione assoluta. Le dieci azzurre vivono in albergo a Desio, nei giorni di allenamento - preparazione fisica, coreografia, attrezzi (fune, palla, cerchio, nastro e clavette) - sudano al palazzetto di via Agnesi, al mattino il via è alle 8, dopo pranzo alle 14.30. La sera, libri aperti per conseguire la maturità e c’è chi, come la Santoni e la D’Ottavio, è iscritta all’università. In estate tutte a Follonica: non al mare, ad allenarsi. «Desio le ha adottate, poi a questa vita bisogna abituarsi: sviluppare un’intesa tecnica e umana richiede tempo e convivenza lontano da casa. Il mio ruolo? Né mamma, né sorella, né madre badessa, sono un’allenatrice e per forza psicologa. Pretendo tantissimo. Per le atlete è faticoso ma i successi danno energia. Ai mondiali 2007 di Patrasso un’azzurra aveva salmonella e 40 di febbre. Non ha detto nulla alle compagne, ha stretto i denti. Sono arrivati tre argenti».
Ci vuole carattere. E doti naturali: «La ritmica cerca ragazze longilinee ed elastiche, eleganti nei movimenti, che abbiano senso musicale. Poi si impara a comunicare con il corpo, a mantenere alta la concentrazione. A 10-11 anni si vede già il talento». A Milano varie società organizzano corsi: la Forza e Coraggio (02.5692398), la Pro Patria (02.70123080) e la C.a.gi. (333.1909247). Ma i Giochi sono un sogno per pochissime. «È un anno-chiave, ci sono pure gli Europei a Torino, in giugno. Le ragazze pensano di essere molto competitive…». Da Desio alla Cina, il viaggio è cominciato.