«Farinella torni in biblioteca»

Francesco Canepa

«Nessuno, nemmeno un sacerdote, può insegnare al Santo Padre quel che deve fare», ha tuonato ieri l’arcivescovo di Genova Tarciso Bertone a margine dell’incontro dedicato al prossimo Convegno Ecclesiale di Verona. Il cardinale ha espresso un giudizo molto netto sull’ormai celebre lettera aperta che il sacerdote genovese don Paolo Farinella ha inviato a Benedetto XVI, invitandolo a non ricevere il Presidente del Consiglio italiano in Vaticano accusandolo di immoralità, e al fine di tenere la Chiesa lontana da «basse strategie di strumentalizzazione partitica e faziosa». Il cardinale ha poi precisato di aver già chiarito la questione con don Farinella e di averlo serenamente richiamato al ruolo che gli è proprio: quello di responsabile della vasta Biblioteca Diocesana.
Bertone ha sottolineato come qualsiasi atto pubblico di un alto prelato sia necessariamente inserito in un contesto politico e abbia ripercussioni su di esso, stupendosi del polverone che si è alzato attorno al «caso don Farinella». L’Arcivescovo ha portato ad esempio gli incontri che egli stesso intrattiene: «Anch’io ricevo molte persone. Pochi giorni fa ho anche incontrato i responsabili della Cgil. Eppure nessuno ha obiettato: ognuno a casa sua invita chi vuole», ed ha evidenziato la positiva apertura della Chiesa ad istaurare un dialogo con chiunque sia interessato.
Il radicamento della Chiesa nella realtà sociale è stato proprio uno dei temi portanti dell’incontro, in cui il cardinale, coadiuvato dal responsabile della Pastorale Giovanile, Fabrizio Repetto, ha illustrato le attività avviate dall’Arcidiocesi in preparazione al IV Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre prossimi. La delegazione genovese, composta da sei religiosi e quattro laici, intende portare a Verona contributi semplici e concreti, raccolti tra tutte le componenti della comunità. In particolare, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare lo stretto rapporto della Chiesa genovese con il mondo del lavoro grazie al ruolo degli Uffici di Curia per il Lavoro e Anti-usura, nonché alla figura dei cappellani del lavoro, istituita dal cardinal Siri e rimasta caso unico a livello nazionale. L’Arcidiocesi vuole anche aprire al contributo del mondo laico con un incontro pubblico previsto per giugno.