«Farmaci, la distribuzione diretta non conviene»

«Uno studio della Bocconi esprime perplessità sulla effettiva possibilità di conseguire risparmi attraverso la distribuzione diretta dei farmaci». Lo dichiara in una nota il capogruppo regionale di Forza Italia, Alfredo Pallone, che ha inviato una lettera al governatore Marrazzo e all’assessore alla Sanità, Battaglia.
«Lo dimostra - ha notato Pallone - un recente studio pubblicato dal Cergas dell’Università Bocconi di Milano, dal quale si evince come i dati relativi al bilancio sanità del Ministero della salute in relazione agli anni 2001-2005 confermino un incremento delle voci di spesa relative ai beni e ai servizi (+60,9%), nelle quali è computata la spesa per l’acquisto di farmaci da parte delle Asl. Mentre, secondo la rivista Farma7, attraverso le farmacie convenzionate si risparmia molto di più ai fini del contenimento della spesa grazie allo sconto al Ssn: nel primo trimestre 2007 - rileva la rivista - le farmacie hanno garantito un risparmio di circa 150 milioni di euro, mentre lo sconto dello 0,6% a carico dell’industria, finalizzato al recupero dello sforamento dei tetti di spesa imposto alla spesa farmaceutica ospedaliera, ha determinato un risparmio di circa 16 milioni di euro».
«Lo stesso incremento - spiega Pallone - coinvolge la Regione che, nonostante le affermazioni dell’assessore Battaglia sulla diminuzione della spesa farmaceutica, vede un progressivo aumento delle spese sulla voce di beni e servizi, voce entro la quale è computata la distribuzione diretta del farmaco». «Come già avvenuto per i farmaci ad alto costo che la Regione distribuisce attraverso le Asl, anche per i farmaci distribuiti “in nome e per conto” della Regione attraverso le farmacie convenzionate è stato concordato dalla Regione un prezzo d’acquisto scontato del 35% rispetto a quello di fustella al netto dell’Iva, che scende sotto il 33%. Se si considera che da tali percentuali di sconto devono essere scorporati gli ulteriori margini a favore dei grossisti e delle altre categorie coinvolte nella filiera del farmaco, si evince come il risparmio finale per le Asl si riduca a uno sconto del 10%. Una testimonianza della scarsa convenienza delle misure di distribuzione diretta è rappresentato dall’erogazione dell’antitrombotico Ivor fiale, il cui prezzo al pubblico in farmacia decurtato di Iva è di Euro 0,0091 e che invece viene acquistato dalla Regione a Euro 1,281.82». «Questo dimostra che sotto il profilo economico - osserva Pallone - il risparmio è teorico, in quanto la gestione delle misure di distribuzione diretta comporta un aggravio dei costi relativi al personale deputato al controllo di tale attività e dei relativi beni e servizi. È, infatti, l’Asl RmC a sopportare i maggiori oneri relativi alla gestione amministrativa delle misure di distribuzione diretta, come confermato dall’esponenziale incremento nell’esercizio in corso delle voci di bilancio aziendali relative ai beni e servizi». «È indispensabile - ha concluso Pallone - rivedere la politica del farmaco. I dati sui risparmi di spesa sul versante dell’assistenza farmaceutica dimostrano poca attendibilità perché non computano i costi relativi alle misure di distribuzione diretta».