Farmaci di fascia C al supermarket, è scontro

I farmacisti insorgono contro l’emendamento voluto dalla maggioranza. Altolà anche dalla Turco: «Va cambiato in Senato»

da Milano

La Camera approva l’emendamento che autorizza la vendita al supermercato dei farmaci con ricetta di fascia C, medicine con prescrizione, e si riapre la polemica. Alimentata non solo dai farmacisti, che già avevano dato battaglia contro lo sbarco al supermercato degli scaffali da banco, ma anche dal ministro della Salute, Livia Turco: «No - afferma il ministro in una nota inviata in tarda serata - alla vendita nei supermercati dei farmaci con ricetta. Chiederò al Senato - aggiunge - di correggere la decisione della Camera».
E ancora polemizzano le associazioni delle farmacie private e di quelle comunali. «Con un nuovo blitz, il Governo e la maggioranza fanno un altro regalo ai grandi gruppi commerciali (italiani come Coop, o multinazionali come Auchan e Carrefour, e le nascenti catene di parafarmacie)», commenta Federfarma che rappresenta i 16mila esercizi privati che hanno chiesto un incontro urgente al Ministro della salute e hanno convocato per domani, giovedì 31 maggio, un Consiglio Direttivo di Federfarma. La novità, spiega l’associazione, è arrivata «mentre è in corso al ministero della Salute un tavolo di confronto con gli operatori del settore per rendere il servizio farmaceutico sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini».
Anche le farmacie comunali auspicano una bocciatura della norma al Senato, rilanciando la proposta di avere insieme più servizi per la salute in farmacia, nuove farmacie comunali nelle zone dove il servizio non è sufficiente, remunerazione del farmacista in base alla funzione professionale e rapporto con il servizio sanitario nazionale basato anche sulla qualità della farmacia, oltre a un adeguamento alle norme europee superando l’attuale legislazione sulla proprietà delle farmacie.
«I medicinali non sono beni di consumo - sostiene l’associazione Assofarm che le rappresenta - ed è necessario che il Governo adempia tempestivamente così come è stato rapidissimo a far aprire corner ad altri canali distributivi, a tutte le indicazioni della Comunità Europea». Per questo si chiede l’apertura di nuove farmacie comunali su tutto il territorio nazionale per rendere più competitivo il settore farmaceutico, anzichè favorire l’apertura di troppi punti vendita che farebbero aumentare i costi per la distribuzione banalizzando il servizio e la qualità ad esso connessa.
Favorevole invece il Movimento dei Consumatori: «Riteniamo la notizia positiva - commenta Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori - e crediamo che questa novità non comporterebbe svantaggi per gli altri canali di distribuzione».