Farmaci liberi? Serve responsabilità

Le disposizioni per il «cittadino-consumatore» dello scorso autunno hanno permesso che i farmaci da banco siano venduti nei supermercati, con l’intento di portare dei reali vantaggi per i consumatori. Si può discutere al riguardo. Tuttavia, ritenere che questo provvedimento da solo coincida con una reale liberalizzazione sembra esagerato. Liberalizzare, infatti, significa aumentare la libertà e ciò è legato anche a una crescita della responsabilità (con meno abusi degli uni e meno rendite degli altri). Lo testimonia in positivo l’esperienza del Banco Farmaceutico.
Secondo un’indagine condotta nel 2000, il 75% degli enti assistenziali della Provincia di Milano dichiaravano di avere necessità di farmaci per i propri assistiti. Così, dalla collaborazione tra la professionalità della Federfarma di Milano e l’esperienza nel settore sociale della Compagnia delle opere, nasce nello stesso anno l’associazione Banco Farmaceutico Onlus con lo scopo di aiutare le persone indigenti rispondendo al loro bisogno farmaceutico.
L’approvvigionamento dei farmaci avviene attraverso le donazioni dei cittadini in occasione della Giornata nazionale di raccolta del farmaco (la cui settima edizione si svolgerà sabato 3 febbraio presso le farmacie che aderiscono all'iniziativa) e delle aziende farmaceutiche durante tutto l'anno. Il lavoro di soli tre dipendenti è supportato da quello di 400 volontari impegnati stabilmente e che diventano 9.000 in occasione della Giornata di raccolta.
Le dimensioni del gesto non sono da poco: l’11 febbraio 2006 la Giornata di raccolta ha coinvolto 71 province in Italia e 2.150 farmacie; 260.000 le confezioni donate per un aumento del trenta per cento dei farmaci raccolti rispetto all’anno precedente.
I farmaci vengono poi distribuiti gratuitamente agli enti convenzionati - quali comunità di recupero dei tossicodipendenti, case di accoglienza per donne o ragazzi in situazioni di difficoltà, opere per il lavoro di handicappati, ecc… - in base alle loro reali necessità.
Significativa è anche l’azione in momenti di emergenza e calamità. Il Banco Farmaceutico dal 2003 partecipa all’«Operazione emergenza freddo» organizzata dal Comune di Milano per aiutare i 5.000 senzatetto della città ad affrontare i disagi dell’inverno; è intervenuto in occasione del terremoto del Molise nel novembre 2000 e dello tsunami nel gennaio 2005.
Il Banco Farmaceutico è impegnato stabilmente anche a livello internazionale e, ad esempio, invia quaranta quintali di farmaci all’anno direttamente alla Clinica S. Kizito a Lagos, in Nigeria, un importante centro di cure primarie, in cui si contano duecento visite al giorno per i più poveri.
Gli interventi del Banco, quindi, anche sotto il profilo assistenziale, sono notevoli, ma la sua rilevanza va oltre, oltre lo sconto e la tutela del consumatore e riguarda la crescita di consapevolezza, responsabilità e libertà delle persone, che giunge fino alla gratuità.
Infatti, come dice il papa nella sua enciclica Deus caritas est: «Anche nella società più giusta la carità sarà sempre necessaria».
*presidente Fondazione per la Sussidiarietà