"Farmaci, principi attivi dalla Cina" Indagati i vertici della Menarini

Contestata l'importazione illecita grazie a triangolazioni con Paesi off shore: 9 indagati. Sospetta evasione fiscale. Il gruppo: "Respingiamo ogni illazione"

Firenze - Secondo gli inquirenti era stato messo in piedi un traffico illegale di farmaci tra l’Italia, Honk Kong, la Svizzera e la Norvegia. La procura di Firenze ha ordinato perquisizioni in diverse sedi italiane del gruppo farmaceutico Menarini. L'inchiesta, denominata "Farmaco scarlatto", punta a fare luce su una presunta evasione fiscale e su un’ipotesi di reato collegata all’importazione illecita di principi attivi. Gli indagati sarebbero nove, fra cui i vertici della Menarini. La procura contesterebbe alla Menarini l’importazione illecita di principi attivi anche dalla Cina, grazie a triangolazioni con Paesi off shore. Questo, secondo gli investigatori, avrebbe anche comportato un’evasione fiscale di diversi milioni di euro, oltre all’elusione dei diritti di brevetto farmaceutico.

Niente danni per la salute I principi attivi importati non sarebbero comunque dannosi per la salute. I militari del Nas di Firenze, in collaborazione con agenti dell’Agenzia delle entrate, hanno perquisito le abitazioni degli indagati e le sedi della società in diverse città, fra cui Roma, Firenze, Milano, l’Aquila, Lecco, Livorno, Pisa e Pomezia.

Il gruppo: respingiamo illazioni "Il gruppo Menarini respinge nella maniera più decisa e categorica qualsiasi illazione in merito a una presunta importazione illegale di un principio attivo dalla Cina e alla violazione di qualunque diritto di brevetto". È quanto spiega in una nota il gruppo Menarini, in merito all’inchiesta della procura di Firenze. Il gruppo Menarini "tiene al contrario a ricordare - aggiunge la nota - che da sempre l’azienda è paladina della necessità di brevetti forti a tutela dell’attività di ricerca e sviluppo di nuovi farmaci".