Farmacie, una croce sulle privatizzazioni

La sentenza del Consiglio di Stato si abbatte come una mannaia su Palazzo Marino. Annullata la privatizzazione delle 84 farmacie cedute nel 2001 dal Comune alla multinazionale tedesca Gehe, oggi Admenta, per 251 miliardi di lire. Palazzo Spada mette fine al tormentone legale arrivato al capolinea. Nettissima, infatti, la sentenza depositata l’8 agosto dalla quinta sezione del Consiglio di Stato che si pronuncia dopo il Tar della Lombardia, la Corte costituzionale e la Commissione europea. Probabilmente nessuna possibilità di altri passaggi alla Corte di giustizia del Lussemburgo, come sperava la giunta Albertini. A vanificare l’operazione il conflitto d’interessi, ovvero «l’incompatibilità tra la gestione delle farmacie con qualsiasi altra attività di produzione, informazione, intermediazione e distribuzione di medicinali». Il risultato è che Palazzo Marino potrebbe essere ora costretto a restituire l’incasso. «Siamo tranquilli perché la privatizzazione portata a termine nel 2001 era conforme alle direttive europee - replica il vicesindaco Riccardo De Corato -. I 130 milioni derivanti dalla vendita sono già investiti, non credo che la situazione si risolverà nell’arco di pochi giorni».