Farmacie, orari e turni liberinel dl sulle liberalizzazioniRaccontaci la tua protesta

I farmacisti sul piede di guerra contro la bozza del dl relativo alle liberalizzazioni. <a href="mailto:segnala@ilgiornale.it?Subject=La protesta dei farmacisti" target="_blank"><strong>Racconti la tua protesta alla mail segnala@ilgiornale.it</strong></a>

Le liberalizzazioni decise dal governo continuano a colpire. Dopo la protesta messa in atto dai tassisti, che continua anche oggi, mentre l'esecutivo incontra i rappresentanti della categoria, chiedendo un accordo alternativo a quello proposto in prima battuta, entrano in vigore anche le liberalizzazioni per le farmacie. La nuova misura interesserà tanto gli orari, quanto i turni, come scritto nell'articolo 14 della bozza del Decreto legge.

Raccontateci la vostra protesta

Non pensavamo di passare dal governo del Cavaliere a quello dei Comunisti nell'arco di qualche mese. In attesa di inviare argomentazioni tecniche e di merito , sul servizio farmaceutico, denuncio questa resa al Sig. Bersani, da tempo invelenito contro le farmacie, nonche' Coop-dipendente, che ha architettato la distruzione di un servizio in testa al gradimento dei cittadini, oltre che , negli ultimi anni , con i vari piani di rientro, benemerito. Non vorrei che fossimo stati svenduti , sull'altare di interessi superiori.
Antonio , farmacista

Grazie Monti continua a scuoiare i lavoratori onesti che pagano fino all'ultimo centesimo di tesse...così crescerà l'italia... comunque una cosa seria voglio dirtela caro prof. il servizio farmaceutico a distruggerlo non ci vuole niente...è a ricostruirlo poi che sarà una gran fatica e sarà troppo tardi quando ti accorgerai degli sbagli che stai commettendo.

Qualche spunto 
Questi provvedimenti non hanno nessuna base logica per l'ammalato e per il lato finanziario "Salva Italia". Girano solo bugie grossolane e senza base, calcoli assurdi. Il farmaco non è merce ma un bene essenziale e quindi tutti i discorsi fatti non hanno senso. Un antibiotico non è una caramella, non deve essere soggetto alle stesse regole di mercato. In Europa e negli USA non esistono le parafarmacie che vendono farmaci. Anche il sistema di correzione di Autlook segna come errore la parola stessa. La parafarmacia che vende farmaci è una contraddizione in termini. In Europa e negli USA non esistono prezzi liberi, è lo Stato che fa i prezzo "giusto". Il nostro è un sistema "Farmacia" che, fin'ora, è ritenuto uno dei migliori in assoluto per le garanzie e l'affidabilità che dà e ,così, verrebbe distrutto, a che pro per l'ammalato? Si parla di 120 milioni di risparmio, ovvero due € all'anno. Salviamo il pil? No distruggiamo un servizio preziosissimo e stimato come il miglior servizio esistente in Italia. Si sono liberalizzati i prezzi dei Sop e degli OTC ed i prezzi sono lievitati in maniera incontrollata. L'industria, libera di fare quello che vuole, vende a prezzi che possono essere anche il doppio di quelli applicati in altre nazioni vicine. Lo sapete che ogni anno in Italia e solo in Italia buttiamo nell'inceneritore milioni di farmaci perfetti perché vengono cambiati i foglietti illustrativi? Basterebbe cambiare il foglietto ma così si fa un bel regalo miliardario all'industria. Secondo voi è logico.
Dott. Pasquale Bottaro, farmacista in Genova

Monti e il suo governo vogliono distruggere il sistema delle farmacie e favorire cosi' la gdo che ringrazia. Il farmaco non è un bene di largo consumo e percio' non ha senso liberalizzarlo

Non sono un farmacista, ma un gestore... Non trovo giusto che le liberalizzazioni siano solo per pochi "ricchi" a danno dei poveri... Insomma... Perché un tabacchino adiacente a un bar può vendere bibite e il bar non può vendere i tabacchi? Questa e concorrenza sleale, non è equità... Sono Dell idea che o tutto a tutti o a ognuno le sue competenze.... Se vuoi un farmaco vai in farmacia, non alla coop... Se vuoi una coca cola vai al bar, non al tabacchino...
Andrea da Domodossola

Hanno torto,vedi la Francia ,farmacie ogni 200 metri.

Spett.le Direttore, sono un farmacista in pensione,fino a qualche anno fà Direttore di Farmacie Comunali.Per tutta la mia vita mi sono sempre chiesto il motivo per cui io,pur avendo una laurea in Farmacia,fatto gli esami di stato ecc.non avevo la possibilità,di aprire a mie spese una farmacia rischiando poi di tasca mia se avessi guadagnato o meno: Tutti gli altri mortali come Medici,Avvocati,Commercialisti ecc.ecc. potevano ,e  subito, aprire la propria attività che si avevano  guadagnato ,studiando e superando magari,tante difficoltà ,il Farmacista no,perché c'era e c'è ancora da rispettare  il numero delle Farmacie,la distanza tra loro,la popolazione del posto in cui si vuole aprire ecc.ecc. Esimio Direttore,quale altra categoria di laureati è così condannata e condizionata a rimanere sempre ai limiti .........se non può comprarne una o non ha il padre che la lascia in eredità? Distintamente saluto ,mentre desidererei tanto una sua e-mail di risposta a questo mio quesito che mi ha perseguitato per circa quarant'anni.
Tonino Miliozzi   (ex  Farmacista Comunale Dipendente)