«Con il farmaco di Montaldo io ho rischiato l’ospedale»

L’odissea di una signora malata Ma dopo la bocciatura da parte del Tar, oggi la Regione potrebbe riprovare a far passare la delibera

(...) Anna Maria Bianchi Traverso e spera che, almeno, parlare di quanto le è accaduto serva a allentare la tensione provocatale da un brutto spavento. Che si porta dentro da quando, su indicazione del proprio medico, ma soprattutto su ordine della Regione, ha dovuto cambiare la cura per il reflusso gastrico assumendo una medicina diversa dalla solita. La storia di cui la signora è stata prima vittima e poi coraggiosa testimone la conoscono in molti in Liguria. Il farmaco unico è stato introdotto da una delibera dell’assessore alla sanità Claudio Montaldo nel febbraio di quest’anno: un sistema per contenere la spesa farmaceutica portando alle casse regionali un risparmio calcolato intorno ai 16 milioni di euro. In che modo? Agendo sui farmaci contro il reflusso gastrico che sono moltissimi e prodotti con diverse molecole. Si tratta dei farmaci che curano i disturbi dell’apparato digerente, medicinali che in diversa maniera - visto che non sono tutti uguali -, intervengono sul problema del reflusso gastrico di cui soffrono moltissimi liguri. «La mia malattia è proprio il reflusso gastrico - spiega la signora Traverso - che se non è curato degenera nel cosiddetto “esofago di Barret”, in pratica l’anticamera del tumore allo stomaco. Ne soffro da diverso tempo e così, in seguito alla delibera della Regione che, di fatto, mi faceva pagare la mia solita medicina, ho deciso di provare quella che la Regione mi passava, l’unica. Sono stata malissimo». È arrabbiata la signora. «Mi devono spiegare perché giocano al risparmio sulla salute dei cittadini! - dice -. Auguro all’assessore Montaldo tanta salute e agiatezza economica per non dover subire quello che ho subito io per colpa sua».
In seguito al ricorso di una casa farmaceutica il Tar Liguria ha sospeso la delibera di Montaldo sostenendo in pratica che la delibera regionale non aveva supporto scientifico per sostituirsi a quanto affermato in materia sanitaria dallo stesso ministero. E così per qualche settimana i farmaci del tipo omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo e rabeprazolo sono tornati gratuiti come il lansoprazolo (quello scelto dalla Regione). Tuttavia già oggi Montaldo potrebbe riportare in giunta la delibera da riapprovare e dunque presto i malati liguri che non vorranno il farmaco unico per lo stomaco dovranno pagare la differenza che va da 5 a tredici euro a confezione.