Il farmaco al supermercato? C’è ma non si vede

Un solo market in tutto il Lazio: effetto Bersani per ora invisibile

Duccio Pasqua

Un solo supermercato in tutto il Lazio. L’effetto della legge Bersani sulla distribuzione alternativa dei farmaci da banco è decisamente limitato, soprattutto se si considera che in Lombardia e in Emilia Romagna sono circa 10 i supermercati attrezzati per la vendita dei medicinali.
L’Associazione Nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione (Anifa) lancia l’allarme per lo stallo del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Angelo Zanibelli, presidente di Anifa, chiede meno vincoli e regole nuove, perché la liberalizzazione non riguardi solo le modalità di distribuzione e vendita ma anche i prezzi, bloccati da anni. «Con la legge Bersani - spiega il senatore Cesare Cursi, vicepresidente della Commissione Sanità in Senato - si pensava di far diminuire la spesa farmaceutica, ma non è successo. Nel Lazio, che conta circa il 20 per cento delle industrie farmaceutiche, c’è il rischio di cassa integrazione per 1.500 persone».
Il senatore Cursi, ribadendo la delusione per gli scarsi risultati della legge e ricordando che la stessa non è stata firmata dal ministro Livia Turco, ha ammesso che se ne potrà dare una valutazione più significativa fra sei mesi, a un anno dall’entrata in vigore. «Ho presentato un’indagine sul farmaco in Italia - dice ancora Cursi - per verificare la situazione, individuando le criticità e i fattori che ci aiuteranno a superare i problemi. Tutto questo in un’atmosfera di dialogo tra opposizione e maggioranza». Nel Lazio i farmaci senza obbligo di prescrizione incidono per il 10,4 per cento sulla spesa farmaceutica totale, relegando la regione nelle ultime posizioni in Italia. Allo stesso tempo, la spesa per i farmaci a carico del Servizio Sanitario è la più ingente in assoluto e si scosta dalla media nazionale. «Il contesto socio-economico del sud - illustra Claudio Jommi, responsabile dell’Osservatorio Farmaci della Bocconi - favorisce un sottosviluppo del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione, con conseguenti picchi di quelli rimborsabili. È normale che il paziente medio si rivolga al medico generico anche per le patologie minori».
La legge Bersani, dunque, pur aprendo un nuovo canale distributivo, non ha modificato l’andamento al ribasso del comparto dell’automedicazione. Sono in discussione importanti novità, come un migliore sistema di determinazione del prezzo dei farmaci, che assicurerà più concorrenza, perché liberamente deciso dal venditore sulla base della negoziazione con l’azienda farmaceutica. La possibile soluzione alla crisi la indica Cursi: «Serve informazione in maniera più professionale. Non è accettabile che in tv ci sia chi dispensa consigli su come perdere 7 chili in 3 ore, pur non avendone alcun titolo».