Farmindustria: con la crisi a rischio 8.000 posti di lavoro

A lanciare l'allarme il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, dal meeting Bioeconomy. Buone notizie dal fronte della ricerca: premiati Ruggero De Maria dell'Istituto Superiore di Sanità per gli studi sulle staminali e Peter K. Vogt dello Scripps Research Institute per i farmaci antitumorali.

Allarme occupazione nel settore farmaceutico italiano. Importanti aziende stanno pensando di dirigere altrove i propri investimenti. A suonare la sveglia è il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, durante il meeting Bioeconomy Rome. Se non ci saranno inversioni di tendenza i posti di lavoro a rischio nei prossimi anni potrebbero essere circa 8mila. «Purtroppo ho segnali abbastanza spiacevoli soprattutto per il prossimo futuro,i prossimi 6 mesi, perche' ci sono aziende anche importanti che stanno pensando seriamente di delocalizzare», rivela il presidente di Farmindustria, sottolineando che «stiamo vivendo una crisi profonda» e che «negli ultimi anni abbiamo avuto molte manovre economiche contro, che abbiamo sopportato ma che sono costate investimenti e una perdita di circa 8.000 posti di lavoro». Ed e' proprio una eventuale nuova ricaduta in termini occupazionali a preoccupare Scaccabarozzi. «I segnali, se guardiamo al passato, sono preoccupanti. Negli ultimi anni - ribadisce - si sono persi circa 8.000 posti di lavoro. Ora e' difficile fare stime precise sul futuro, anche perchè non conosco i piani aziendali, ma il rischio è che nei prossimi anni se ne possano perdere altrettanti».
Dal meeting di Bioeconomy arrivano per fortuna anche buone notizie. Come i premi assegnati a Ruggero De Maria dell'Istituto Superiore di Sanità per gli studi sulle cellule staminali e Peter K. Vogt dello Scripps Research Institute per lo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali. I ricercatori son stati premiati per le due scoperte più innovative del 2010.«Sono particolarmente soddisfatto per riconoscimento dato alle ricerche di alto valore che Ruggero De Maria ha condotto nel nostro Istituto durante questi ultimi dieci anni - dice Enrico Garaci, Presidente dell'Iss - Queste ricerche, infatti, possono avere ricadute importanti sulla salute. L'identificazione delle cellule tumorali staminali che lui ha condotto nei nostri laboratori promette di essere il primo passo verso terapie di eradicazione totale di molte malattie tumorali».
L'evento, organizzato dal Consorzio Cnccs (Collezione nazionale dei Composti chimici e centro screening), costituito dal Centro nazionale delle Ricerche, dall'Iss e dall'Irbm Science Park, ha lo scopo di raccogliere a Roma gli stati generali della ricerca biologico molecolare.
I premi, di 80.000 dollari ciascuno, messi a disposizione dalla MSd e dalla Pfizer, sono stati decisi dal una giuria composta dai direttori scientifici della Thomas Jefferson University, del Dana Farber Cancer Institute, della Merck & Co, della Novartis e della Pfizer, dal rettore dell'Università di Cambridge, dal Presidente dell'Aifa e dal premio Nobel Rita Levi Montalcini.