Farmindustria e ministero: accordo raggiunto. Il Lazio terreno «pilota»

Cursi: «Fondi annui per ricerca e sviluppo. Il 20% dei siti è nella regione»

È stata siglata l’intesa tra le aziende farmaceutiche aderenti a Farmindustria e il Ministero della Salute - Aifa sull’accordo di programma previsto dalla Finanziaria 2006. All’incontro che si è svolto a Palazzo Chigi erano presenti, il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, il presidente e il direttore generale dell’Aifa Antonella Cinque e Nello Martini. La Farmindustria era rappresentata dal suo presidente Sergio Dompè e dalla giunta esecutiva in rappresentanza delle industrie italiane e delle multinazionali straniere. Nella Finanziaria 2006, il governo per la prima volta ha stanziato 100 milioni di euro su base annua per promuovere gli investimenti in Ricerca e Sviluppo nel settore farmaceutico riconoscendo un premio di prezzo fino al 10 per cento dell’investimento complessivo realizzato nel nostro paese dalle aziende farmaceutiche. Punto chiave è che gli accordi di programma segnano definitivamente la transizione a una politica che assume il farmaco come bene di salute e allo stesso tempo strumento di sviluppo del sistema Paese. Si tratta di una nuova concezione che cambia in maniera rilevante la prospettiva del settore farmaceutico in Italia, per superare la marginalità che ha avuto in passato a livello internazionale. Gli accordi creano le condizioni per evitare che l’Industria multinazionale e le farmaceutiche italiane considerino l’Italia esclusivamente come un mercato, investendo all’estero parte dei profitti realizzati nel nostro Paese. Per investimenti in Ricerca e sviluppo si intendono iniziative molto concrete e direttamente verificabili, a partire dall’incremento riscontrabile nel triennio 2006-2008 del numero di ricerche sui farmaci innovativi svolte nelle strutture di ricerche italiane; il potenziamento o l’apertura di nuovi siti produttivi in ambito regionale; l’aumento del numero di ricercatori rispetto ai numeri di ricercatori scientifici; la scelta dell’Italia come Paese guida per la registrazione dei farmaci innovativi nei Paesi dell’Unione Europea. « A Roma e nel Lazio (in particolare nelle province di Frosinone, Latina e Rieti ) - spiega Cursi - si riscontra una consistente presenza di siti produttivi delle industrie farmaceutiche pari a circa il 20 per cento della presenza nazionale e con la creazione nel Lazio già da alcuni anni del distretto industriale chimico farmaceutico. Questi investimenti rafforzeranno e stimoleranno produzione e posti di lavoro».