La Farnesina si trasforma in uno scrigno del design

«Una iniziativa di sistema che sigla la collaborazione tra cultura, impresa e politica estera». Così il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha presentato a Villa Madama insieme con il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e con il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, il progetto «Collezione Farnesina Design», mirato a favorire l’internazionalizzazione di uno dei settori italiani più strategici per la cultura e l’impresa: il design, appunto. Genialità artistica, capacità artigianale e innovazione industriale. Virtù e competenze diverse e tutte italiane che nella sinergia contrassegnano un eccellente punto di sintesi della creatività contemporanea, da diffondere e sostenere attraverso la grande rete diplomatica nel mondo. Oneri e onori affidati a un comitato scientifico d’eccellenza presieduto da Sergio Pininfarina, coordinato da Rodrigo Rodriquez e composto da Angelo Capasso e Renza Fornaroli (curatori della Collezione Farnesina Design), e da Manlio Armellini, Andrea Cancellato e Stefano Salvi. L’obiettivo, sostiene il ministro Bondi, è quello di promuovere e valorizzare il lavoro degli uomini del nostro tempo, oltre a tutelare e custodire il patrimonio storico del nostro passato. Il progetto, infatti, prevede non solamente la costituzione di una Collezione, che raccoglierà i prodotti rappresentativi dell’essenza del Made in Italy identificati nelle 15 categorie cui possono essere ricondotte le diverse espressioni del disegno industriale italiano, e che verrà ospitata nel «Museo verticale», ovvero la sede attuale del Ministero degli esteri, ma come già realizzato per la Collezione d’arte contemporanea, «Farnesina design» produrrà a latere una serie di occasioni di comunicazione e promozione internazionale del design italiano, sia storico che contemporaneo, creando opportunità anche per i giovani talenti, assecondando la formazione all’estero e sviluppando strategie di valorizzazione e circuitazione della creatività emergente. Quindi il Made in Italy - come specifica Claudio Scajola - non semplicemente come denominazione d’origine ma come nuova arte e come certificazione di un grande prodotto che nasce dalla sinergia tra la concettualità del genio creatore, la capacità artigiana e l’innovazione qualitativa del prodotto industriale».