La farsa diabolica del primario per eliminare figlia e amante

CremonaDa subito, l'ipotesi dell'omicidio-suicidio per la morte di mamma e figlia di due anni a Crema lo scorso 20 luglio non aveva convinto la polizia, men che meno la famiglia della donna.
Troppi gli indizi sulla scena del crimine che profilavano una verità ben diversa. E, dopo due mesi e mezzo di indagini, in manette, per duplice omicidio premeditato, è finito Maurizio Iori, 49 anni, primario di oculistica, figlio d'arte, all'ospedale Maggiore di Crema, l'uomo con cui la vittima, Claudia Ornesi aveva avuto una relazione dalla quale era nata la loro figlia, Livia: il terzo di quattro figli per Iori. Che i primi due figli (di sette e cinque anni) li aveva avuti con la sua precedente moglie, poi c’era stato il rapporto con Claudia, senza convivenza o matrimonio, mentre attualmente il medico convive con una nuova donna, dalla quale ha avuto un altro figlio. E il movente, per la famiglia di Claudia, che da subito ha ritenuto l'uomo come possibile colpevole di quelle due morti, sarebbe da ricercare proprio in questa vita movimentata. Aveva già una nuova compagna che pochi mesi fa aveva sposato e dalla quale ha avuto il quarto figlio.
Lo dice chiaramente un parente delle vittime che però vuole restare anonimo: «Prima della tragedia tra la coppia c'erano stati forti dissapori. Sembra che Claudia avesse detto chiaramente a lui che non bastava aver riconosciuto la bambina nata dalla loro unione. Bisognava anche mantenerla, almeno fino alla maggiore età, studi compresi. Eventualità davanti alla quale l'uomo avrebbe nicchiato, fino a rifiutare in maniera sempre più evidente ogni aiuto.
Secondo gli investigatori a questo punto Iori avrebbe ideato il duplice delitto. La sera prima del ritrovamento dei due cadaveri avrebbe proposto a Claudia una «cenetta a due», cosa che non accadeva ormai da molto tempo. Un appuntamento che alla donna era sembrato stranissimo. Lui le aveva spiegato, insistendo per il sì, che avrebbe portato delle costine che avrebbero cotto con fornelletti a gas da campeggio, come a fare una grigliata. «Lei- ricorda sempre il parente- perché probabilmente ancora innamorata, nonostante la stranezza, dopo qualche esitazione aveva accettato. Da lì in poi, nessuno la sentì più. E, la mattina dopo, i corpi di madre e figlia vennero ritrovati esanimi dal padre della donna. Accanto a loro 10 blister vuoti di Xanax da cui mancavano 95 pastiglie. Senza fustelle come accade negli ospedali, notano gli inquirenti, che scoprono anche, durante le indagini, che i fornelletti trovati svuotati nella camera li ha portati proprio il medico, acquistandoli a Lodi e a Carugate. Ma anche notando che non c’erano biglietti d'addio e che, diversamente da quanto accade in casi come quello ipotizzato inizialmente, mamma e figlia non vengono trovate abbracciate ma ognuna, composta, nel suo letto.
Scattano indagini, intercettazioni e inizialmente Iori viene iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Lui, intanto, fornisce anche una ricostruzione contraddittoria sui suoi spostamenti della serata precedente al presunto omicidio. E, poi, ad inchiodarlo ci sarebbero anche perquisizioni, tracciati telepass e intercettazioni.
Ieri la mamma di Claudia, all'arrivo della polizia che comunicava l'arresto dell'uomo è scoppiata in un pianto a dirotto liberatorio. E ha consegnato agli inquirenti delle foto ricordo, di mamma e figlia. Mentre la sorella di Claudia, Paola, sottolinea: «Era impensabile che, così amante della vita e teneramente legata a Livia da un amore incommensurabile, mia sorella potesse commettere in atto del genere. Era ingiusto anche solo pensarlo».
Maurizio Iori, descritto dai suoi colleghi dell’ospedale maggiore di Crema (Cremona) come un enfant prodige dell’oculistica, stato allievo e poi braccio destro del professor Lucio Buratto, luminare di oculistica e pioniere dell’uso del laser.